
“Almeno dal 2010 si parla del progetto del “Cubo di Valsamoggia”, un magazzino
automatico alto trenta metri che dovrebbe vedere la luce al confine tra la provincia di
Bologna e quella di Modena per un investimento di 35 milioni di euro volto a ingrandire il sito
dell’azienda di Bazzano (BO) ILPA (vicinissima alla cittadina modenese di Savignano sul
Panaro), che si occupa di lavorazione del materiale plastico.
Se realizzata, questa struttura lunga 150 metri e alta 60, diverrebbe uno dei più grandi
Magazzini d’Europa e, oltre a salvaguardare l’occupazione dei 400 lavoratori coinvolti nel
Progetto, fungerebbe da volano per nuovi posti di lavoro.
Il che sarebbe un’ottima notizia, considerate le difficoltà occupazioni di questo periodo” – spiegano Stefano Bargi e Daniele Marchetti, consiglieri Regionali, rispettivamente modenese e bolognese, della Lega Nord.
“Purtroppo però” – aggiungono i due esponenti del Carroccio, “i lavori di realizzazione del cubo non sono mai partiti. A causa delle modalità con cui è stato dato il via libera al progetto, si sono innescate contestazioni legate a vizi procedurali, come il mancato coinvolgimento del Comune di Savignano sul Panaro nella Conferenza dei Servizi preliminare e l’assenza di un parere dell’Ausl rispetto al rischio incendio del materiale plastico, che hanno bloccato la pratica.
A ciò” – aggiungono i due leghisti – “va sommato che la realizzazione del progetto comporterebbe l’abbattimento del Mulino di Mezzo, fabbricato quattrocentesco tutelato dalla Soprintendenza alle Belle Arti e al Paesaggio di Bologna, ma in pessime condizioni, per la demolizione del quale non era stato chiesto il preventivo ok alla Soprintendenza stessa, ed ora l’ente ha bloccato la realizzazione del “Cubo”.
Non ci spieghiamo” – concludono Bargi e Marchetti, che al merito hanno depositato un’interrogazione a risposta scritta – “come sia possibile che nonostante il Tar abbia già risposto picche ai comitati civici che non vogliono l’opera, perché la Regione non si sia ancora mossa per velocizzare l’inizio dei lavori e dare il via a un progetto fermo da troppo tempo e troppo importante per l’aspetto occupazionale dell’intera area.
Perché gli Enti interessati non sono stati coinvolti e chiamati in causa per tempo? E cosa aspetta la Giunta Regionale a intervenire per dare una spinta alle opere?”













