Sassuolo (4-2-3-1): Consigli; Toljan, Erlic, Ferrari, Viti (1′st Doig); Henrique, Thorstvedt (20′st Lipani); Defrel (1′st Mulattieri), Bajrami (1′st Volpato), Lauriente (40’st Konradsen Ceide); Pinamonti. A disp. Pegolo, Cragno, Missori, Racic, Obiang, Kumbulla, Boloca, Tressoldi. All.:Ballardini.
Lecce (4-2-3-1): Falcone; Gendrey (39’st Venuti), Baschirotto, Pongracic, Gallo; Oudin, Blin, Rafia (11′st Gonzalez), Dorgu (30’st Sansone); Piccoli (30’st Berisha), Krstovic (39’st Pierotti). A disp. Brancolini, Samooja, Burnete, Touba. All. Gotti.
Arbitro: Doveri di Roma 1, assistenti Rossi e Scatragli; 4° uomo Santoro; VAR Pairetto e Irrati.
Reti: 11’pt Gendrey, 15’pt Dorgu, 16’st Piccoli
Sassuolo non pervenuto. Una sconfitta senza appello, i neroverdi vengono travolti da un Lecce ordinato, attento, umile e generoso; la squadra di Ballardini è apparsa fragile ed arrendevole. L’approccio alla gara dei padroni di casa desta disgusto: senza cuore e senza spirito, il primo tempo è un incubo senza SE e senza MA; semplicemente imbarazzanti. Nel primo quarto d’ora, gli ospiti vanno in gol due volte; il Lecce non segnava in serie A due gol nei primi 15 minuti da ottobre 2005. L’equilibrio tanto decantato non si è visto, ogni volta la formazione ospite si spingeva in avanti erano dolori per una retroguardia assolutamente inadeguata ad affrontare la serie A. Il primo gol è conseguenza di una mancata uscita di Consigli; errore, a dir poco grossolano, dell’estremo difensore del Sassuolo. Sassuolo lento, macchinoso e senza idee; il doppio vantaggio ha permesso al Lecce una maggiore tranquillità, neroverdi assenti. Alla poca qualità del pacchetto arretrato, va aggiunta la poca grinta: ecco, spiegato il secondo gol giallorosso con Erlic spettatore mentre il passaggio di Gallo serve Dorgu che indisturbato batte Consigli. Sassuolo in bambola, gli ospiti potrebbero dilagare: netta la differenza di pericolosità tra le due compagini in campo. Diverso l’atteggiamento e diversa la spinta propositiva; il secondo tempo è pura accademia per gli ospiti, Sassuolo con forze nuove in avanti ma la via del gol resta una chimera. Al momento prende quota l’ipotesi retrocessione, vista la gara di oggi, le possibilità di salvezza sembrerebbero pochissime; prestazione disastrosa, davvero nulla da salvare. Trovare un giocatore intorno alla sufficienza nelle pagelle odierne, resta complicato.
Eppure Davide Ballardini crede si sia toccato il fondo, ed è convinto di poter ancora arrivare al traguardo della permanenza in serie A.” Abbiamo meritato di perdere, non siamo stati squadra – riferisce il tecnico neroverde – poco ordinati e poco incisivi; in tutte le partite fin qui disputate dal mio arrivo, tranne oggi, ce la siamo sempre giocata – sottolinea – Abbiamo completamente steccato, poco attenti e poco determinati, ma piò succedere soprattutto considerando le dinamiche della gara: col doppio vantaggio si sono coperti in maniera lodevole e poi abilissimi nelle ripartenze. Mancano cinque gare e la salvezza non è lontanissima, ce la possiamo giocare fino in fondo – chiarisce – Possiamo salvarci, abbiamo le nostre carte da giocare” – conclude – Le qualità verranno fuori con il lavoro, la voglia di fare e l’umiltà: oggi abbiamo preso una bella bastonata, ma le persone che hanno dei valori come uomini e come professionisti si vedono, quindi vediamo di trovare il modo perché non succeda più”.
Domenica, 28 aprile, (ore 20.45) trasferta a Firenze; si può ancora risalire, il tempo stringe, serve una scossa. Non ci resta che sperare, quanto accaduto oggi rappresenti un incidente di percorso; intanto il Baratro si avvicina. Troppo brutto il Sassuolo, per essere vero













