“Tutto nasce dall’amore per questa città, dalla voglia di proteggere uno scrigno di cultura che appartiene a Sassuolo, alle sue tradizioni e alla sua identità cittadina”.In questo modo Angela Ottani spiega la nascita del comitato “Salviamo il Teatro Carani” di cui lei è portavoce; la donna, continua:”Formalmente si è costituito, ieri sera, questo gruppo che si propone di sostenere un futuro glorioso per quello che non è solo un palcoscenico ma uno dei luoghi simbolo di Sassuolo”.Il Carani è chiuso da diversi mesi, ma quello che preoccupa maggiormente è il domani del Teatro; su questo la nostra interlocutrice chiarisce:”Inutile parlare di colpe o responsabilità, quello che interessa è trovare la giusta strada perchè la struttura di via Mazzini torni ad essere un centro attivo e soprattutto un posto frequentato e vissuto -aggiunge – sono tante le idee per salvare il Carani, ognuno può fornire il proprio contributo: la passione disinteressata ed autentica senza colori, sigle o connotazioni ideologiche particolari è l’unico modo per creare qualcosa di funzionale e sostenibile. Per il momento – chiarisce- stiamo valutando le adesioni per poter trovare un percorso preciso da percorrere, certamente ci saranno da analizzare le intenzioni del Comune e della proprietà. Una prima soglia da superare -continua- è quella relativa alla chiusura; bisogna intervenire dapprima in maniera parziale per poter riaprire il Carani con gli interventi più urgenti in modo da organizzare la stagione 2015/16, poi si penserà ad una ristrutturazione più ampia con la possibilità di comprare il complesso”. Ottani, puntualizza un aspetto:”E’ necessario agire in maniera tempestiva ed energica, quello che mi rincuora è che tante persone abbiano dimostrato interesse alla vicenda: da cittadini molto noti a Sassuolo, imprenditori e professionisti in primis, fino ad artisti di grande calibro la mobilitazione c’è stata -conclude- ora si dovranno unire questi intenti di salvaguardia e tutela così da creare un piano efficace e lungimirante: insieme si può davvero creare una sinergia vincente, pensare a Sassuolo senza il Teatro come cuore pulsante della vita non solo culturale ma sociale come spazio aperto al dialogo, al confronto e all’incontro con tante realtà aggregative ed associative del territorio è un problema cui occorre porre rimedio”caraniCIMG1361