“Il governo scarica su ristoratori, operatori della cultura, dello spettacolo e del settore dello sport il peso dell’impennata della curva dei contagi da Covid-19. A tutte queste persone va la nostra solidarietà e la promessa che continueremo a batterci a favore di misure che garantiscano la contemporanea tenuta del sistema economico e della sicurezza dei cittadini”. Così il consigliere della Lega ER, Stefano Bargi, condanna il Dpcm che, ancora una volta, penalizza imprenditori e lavoratori dei comparti già fortemente penalizzati in primavera.
“E’ assurdo e vessatorio far pagare loro l’intero conto dell’aumento dei contagi, vanificando di fatto tutti gli sforzi fatti per rispettare i complessi protocolli imposti negli scorsi mesi. Le nostre aziende sono allo stremo. Inutile parlare di indennizzi quando ancora 10mila lavoratori attendono di vedersi versare sul conto corrente la cassa integrazione di maggio” attacca il leghista.
“I provvedimenti del Governo Conte rischiano di mettere in ginocchio il nostro Paese, scaricando sui privati e sulle attività economiche le responsabilità dell’incapacità dell’esecutivo di gestire l’emergenza” prosegue Bargi. “E’ profondamente ingiusto imporre chiusure indiscriminate, senza valutare le peculiarità dei territori e prevedere adeguati ristori. Rischiamo di andare incontro a danni molto più seri, la tensione sociale è già palpabile e il pericolo è quello di ripercussioni in termini di sicurezza delle nostre città” prosegue l’esponente del Carroccio.
“Come Lega abbiamo avanzato a livello nazionale proposte concrete: nessuna chiusura di attività economica commerciale e culturale o sportiva che rispetti le norme antivirus già stabilite, il pagamento della cassa integrazione e di bonus arretrati oltre che di tutti i debiti della pubblica amministrazione nei confronti di privati, famiglie e imprese, il versamento di liquidità sui conti correnti di tutti i lavoratori, anche autonomi, danneggiati dalle nuove limitazioni e l’emissione di 100 miliardi di Buoni del Tesoro trentennali con condizioni di favore per risparmiatori e investitori italiani. Inoltre al Governo abbiamo chiesto di garantire il diritto allo studio con una didattica in classe per i bambini degli asili nido, delle materne, delle elementari, delle medie e delle superiori fino ai 16 anni, nonché per tutti gli studenti disabili” conclude Bargi.













