“Mense aperte e ristoranti chiusi: la situazione è paradossale. Non si può continuare a ragionare per codici Ateco, ma deve prevalere la sostanza. La Regione faccia chiarezza, in accordo con le prefetture, perché è in atto una discriminazione nei confronti di quei ristoratori che hanno in essere convenzioni con le aziende”. Così i consiglieri della Lega ER Stefano Bargi e Michele Facci, che denunciano la “follia di un governo di codici Ateco”.
“Ricapitolando, dalle FAQ pubblicate sul sito della Regione si evince che le mense, previo  rispetto dei protocolli, possono rimanere aperte. Ai ristoranti è invece consentito solo l’asporto e la consegna domiciliare, anche in azienda” hanno spiegato i leghisti.
“Una vera e propria assurdità che va in contrasto con la linea del primo lockdown quando i ristoranti, se in possesso di convenzioni, potevano fare servizio per le aziende. La questione, tra l’altro, si riflette anche sul grado di sicurezza per i lavoratori: ci sono realtà che non hanno gli spazi adatti per consentire il consumo di un pasto e i dipendenti si trovano a mangiare alla scrivania o a terra. L’atteggiamento dei governanti è assurdo” hanno proseguito i due esponenti del Carroccio, sollecitando l’esecutivo di via Aldo Moro a una presa di posizione: “Siamo di fronte ad un’ingiusta disparità di trattamento. Già i dati erano preoccupanti, introducendo il divieto per i ristoratori di proseguire con le convenzioni aziendali le conseguenze economiche non potranno che essere peggiori. Sollecitiamo la Regione a intervenire per porre fine a questa autentica discriminazione” hanno concluso Bargi e Facci.