“Siamo costrette a chiudere, un pezzo della nostra vita se ne va: decisione dolorosa, ma non ci sono alternative“. Con le lacrime agli occhi, ma in maniera lucida e determinata, Barbara Macchioni, che per anni ha gestito l’omonima gelateria insieme alla sorella Michela e alla cugina Monica, racconta ciò che accadrà domenica 2 ottobre. ” Quello sarà il nostro ultimo giorno di lavoro – prosegue -parlare di cessata attività è troppo generico: bisogna puntualizzare alcuni aspetti. Premetto, che il nostro esercizio abbia sempre goduto dell’apprezzamento della clientela, parlerei di sostenibilità economica – chiarisce -il Covid prima e ora il caro bollette , ci hanno spinto a questa risoluzione: è un problema che investe ristorazione e locali pubblici, bisogna fronteggiare problemi quali le spese fisse che ciclicamente vanno onorate come affitto dei locali, stipendio ai dipendenti, utenze; le misure per contrastare questa crisi si sono dimostrate del tutto inefficaci nel nostro caso, il prestito con garanzia statale va restituito con gli interessi e francamente sobbarcarsi altri debiti è impensabile”. Nel discorso, interviene Michela:”La situazione riguarda principalmente i pubblici esercizi, è comunque tutto il sistema sociale a soffrire: è un cane che si morde la coda, posso aumentare il costo di un gelato ma questo per ovviare agli aumenti delle materie prime, non certo per ridurre l’impatto di bollette fuori mercato: 6.300 euro è il costo dell’energia per il solo mese di agosto, penso anche al cittadino che deve arrivare alla fine del mese e senza grosse disponibilità economiche a pagare il prezzo di tutto ciò sono i beni non strettamente necessari”.
Per capire cosa accadrà da lunedì nella vita delle due sorelle, è bene riavvolgere il nastro dei ricordi. Una storia lunga quasi mezzo secolo: era il 19 giugno 1976 quando papà Enzo e mamma Maria Grazia aprirono la Gelateria Macchioni in via Gorizia laddove domenica pomeriggio calerà il sipario su uno spaccato di esistenza cittadina. Anni di sacrifici e di conquiste: lì sono passate varie generazioni, diverse compagnie tra amicizie e le prime farfalle nello stomaco quando il bacio non era solamente il gusto di un gelato ma un gesto dolcissimo.” Non possiamo agire diversamente – aggiunge Barbara – troveremo un altro impiego, per superare difficoltà insormontabili abbiamo già intrapreso accordi ed intese per vendere macchinari ed attrezzature: questo è il momento per uscire, prossimamente un inasprimento della crisi avrebbe reso ancor più difficile e dannosa una nostra uscita – sottolinea – non possiamo permetterci nessun ripensamento, non è un problema di stimoli e passione: credo proprio che papà , mamma e mia sorella Morena (morta prematuramente, per decenni sorriso presente al servizio in gelateria) avrebbero deciso in questo modo, col cuore in tempesta ma esattamente così”. Tanti gli attestati di stima, diversi clienti hanno avanzato proposte di lavoro per le tre donne che da lunedì non saranno più dietro al bancone; su questo, Michela conclude:” Grande affetto, non c’è bonus che tenga: domenica sarà un saluto ed un ringraziamento per 46 anni davvero speciali”. Un gelato che ha scaldato i cuori, un angolo di Sassuolo dal sapore autentico per lo stare insieme; grazie a tutti coloro, che hanno permesso alla gelateria di diventare una tessera luminosa nel mosaico municipale
Nella foto slide: da sin. Barbara, Monica e Michela













