“Scritta la parola fine ad una riapertura a breve del Teatro Carani; ieri è scaduto il contratto in essere tra il Comune e la proprietà, accordo triennale per dare una certa continuità di programmazione: tutto questo significa perdita di potere contrattuale e il Carani è sempre più distante dai pensieri di un’Amministrazione che ha altre priorità”. A parlare è Claudio Corrado, ex assessore municipale alla Cultura, che precisa:”Il Comune ha allontanato il problema: quel contenitore culturale assomiglia sempre più al Titanic, uno scrigno di ricordi sepolto; ormai parliamo di un patrimonio di storia sempre più simile ad un fantasma. Sta calando il sipario -continua- in tutto questo rammarica il fatto che il PD, forza radicata nel territorio non abbia saputo trovare in tutto questo lasso di tempo un modo funzionale per guardare con spirito diverso alla vicenda Carani: a questo punto non rimane che aspettare l’iniziativa di qualche imprenditore mosso da un impulso di mecenatismo in grado di promuovere il ritorno delle rassegne al Carani. Non vedo diversa soluzione -conclude – si prospetta un altro inverno senza spettacoli a Sassuolo: la programmazione destinata al Carani finirà in qualche altro teatro dei comuni vicini: parlerei di decentramento bello e buono, Sassuolo a poco a poco vende la propria identità vittima di una logica distrettuale soffocante…














