La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a tre anni ed un mese nei confronti di Giuliano Barbieri con l’accusa di tentato omicidio; si ricorderà che il condannato la notte del 7 novembre 2009 sorprese un malvivente intento a razziare il proprio negozio di abbigliamento, l’esercente sparò ferendo il ladro. Non accolta in toto la figura giuridica inerente la legittima difesa; il senatore Enrico Aimi, avvocato del negoziante condannato ci spiega quanto accaduto e tratteggia i possibili scenari difensivi per la tutela del proprio assistito.

Da sinistra verso destra:Barbieri e l’avvocato Aimi
“Andreotti diceva che “in Italia non basta avere ragione: devi trovare anche chi te la da”. Sono in attesa di leggere le motivazioni della sentenza, ma se il mio istinto non mi inganna, la Suprema Corte ha aderito alla ricostruzione dei giudici di merito che avevano condannato il Barbieri anticipando il momento del pericolo a quando è scattato l’allarme, ed egli era ancora in casa in un contesto privo di tensione, e non a quello successivo, quando si è trovato effettivamente di fronte ai montenegrini che avevano lanciato l’assalto al suo esercizio commerciale. Detta in termini semplici, probabilmente, secondo i giudici, si sarebbe egli stesso messo nei pasticci, scendendo armato, proprio perche’ aveva preconizzato il pericolo di ritrovarsi a dover affrontare i malviventi. Infatti, nella legittima difesa il pericolo deve essere attuale e la reazione proporzionata all’offesa. È dunque primariamente sul requisito dell’attualita’ del pericolo che la Corte ha presumibilmente incentrato il proprio ragionamento.
Un caso estremamente complesso, pieno di colpi di scena, che in oltre 10 anni dal fatto ha visto confrontarsi diversi scenari. Barbieri ha tuttavia ottenuto sia le attenuanti generiche che il minimo della pena, a dimostrazione di una vicenda che ha fatto comunque parecchio riflettere i giudicanti. Anche il riconoscimento da parte della Procura Generale di Bologna, circa la fondatezza dell’ipotesi da noi prospettata in appello della legittima difesa putativa (che avrebbe definito positivamente per Barbieri tutta la vicenda) è sintomo di una incertezza valutativa in fase di merito. Sapevamo che ci saremmo trovati di fronte ad una strada tutta in salita perche’ ogni anno, in questi casi, le assoluzioni in Cassazione si contano sulla punta delle dita di una mano, ma era giusto esserci, per provare ad affermare un principio: quello che la difesa è sempre legittima. Ad ogni modo, personalmente, non mi arrendo e, all’esito della motivazione, entro 6 mesi, valuterò insieme al Barbieri, anche altri diversi scenari, non escluso quello di ricorrere alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo presso il Consiglio d’Europa a Strasburgo. Affronteremo poi anche l’iter della fase esecutiva, chiedendo al Tribunale di Sorveglianza l’affidamento in prova ai servizi sociali, cio’ al fine della Sua permanenza in liberta’. D’altra parte, Giuliano Barbieri, è un onesto lavoratore, un buon marito, un buon padre, stimatissimo nella Sua comunità, insomma una persona per bene che merita di non rimanere “prigioniero” del gesto di un momento, verificatosi peraltro in una situazione di forte e reale turbamento”.
Avv. Enrico Aimi













