Abbiamo aspettato l’inizio dei lavori della 30°  Cop-ONU sui cambiamenti climatici che si stà tenendo   a Belem nell’Amazzonia brasiliana dal 10 al 21 Novembre 2025 per lanciare la nostra  idea-proposta. Durante l’evento di Belem verrà discusso anche la condizione   mondiale di criticità della Biodiversità minacciata dai consumi  dei combustibili  fossili, causa principale dei cambiamenti climatici e dell’aumento della temperatura che, dice l’ IEA( Agenzia internazionale  dell’energia)  nel suo rapporto 2025,  ormai non saranno più contenibili nell’Accordo di Parigi ( max + 1,5-2.0 °C ), in quanto è atteso un aumento di temperatura almeno +2,5 alla fine del secolo, rispetto all’era preindustriale.

In questo quadro, l’Europa ( Commissione, Parlamento, Consiglio) ha disposto un importante Regolamento, immediatamente vigente in tutti gli Stati dell’Unione, denominato Nature Restoration Law, entrato i vigore il 18 agosto 2024 con cui si propone un grande  Ripristino degli ecosistemi al fine di garantire il recupero  di una natura  ricca di Biodiversità  e Resilienza in tutti i sui Paesi.

Il Regolamento prevede che ogni Stato predisponga, in modo partecipato, un Piano Nazionale di Ripristino da realizzare in due anni, da consegnare all’Unione entro il 6 settembre 2026. Ad oggi Novembre 2025, sono passati i primi 15 mesi, non si hanno che informazioni generiche di come il Governo Italiano intenda procedere , né di come intenda coinvolgere le altre istituzioni a partire dalle Regioni, Centri di Ricerca , Enti locali e Società civile.

In questo silenzio alcune associazioni delle provincie di Modena e Reggio Emilia ( l’elenco è in fondo alla lettera-appello allegata), preoccupati dei ritardi con cui nel nostro Paese si dia seguito agli obiettivi strategici  dell’Unione,  animati dallo spirito di cittadinanza attiva, hanno deciso di elaborare una proposta per segnalare ai Ministeri competenti ed a ISPRA, il tratto  del Fiume Secchia  che va dalla traversa di Castellarano alla cassa di espansione del Secchia,  come  ecosistema fluviale meritevole di essere inserito tra quelli da ripristinare a cura dalla Unione Europea e dagli Stati entro il 2030.  E’ un tratto di circa 20 km che presenta grandi potenzialità ecosistemiche ma che è in una situazione di degrado da rimarginare  e anche gravato da nuove minacce da prevenire.

Una condizione che favorisce la candidatura è la presenza di due siti d’importanza comunitaria (SIC) della Rete europea Natura 2000: il Colombarone  e la Zona di Protezione Speciale della Cassa di Espansione del Secchia.                      

Non si tratta di istituire una nuova area protetta, ma solo di predisporre un Piano di Azioni tese a ripristinare concretamente la Natura.

Con il presente appello ci impegniamo a raccogliere adesioni, contributi, proposte, sostegno. L’obiettivo è quello di redigere, con l’aiuto di esperti, alcune note illustrative che argomentino il motivo per cui chiediamo l’inserimento di questo ecosistema tra quelli da Recuperare nel PNR. La proposta sarà presentata pubblicamente entro la metà di dicembre 2025 e poi inviata a Ministeri competenti, ISPRA e RER.

Chiediamo inoltre aiuto e sostegno dagli Enti locali interessati, proponendo loro, non solo di sostenere e condividere la nostra proposta , ma di aprire un confronto pubblico sul Regolamento Europeo e sul significato di Natura oggi. Di individuare ulteriori ecosistemi urbani, di acqua dolce, agricoli, forestali o connessi con la difesa degli impollinatori o all’aumento del patrimonio di alberature come chiede la UE.

Siamo Europei. Rifacciamo Pace con La Natura, chiediamole aiuto. L’azione dell’uomo  e la grande accelerazione consentita dalle nuove tecnologie hanno  superato i limiti della sostenibilità del sistema naturale e gli uomini da soli, anche volendo, non ce la potranno fare, solo con l’aiuto  dei servizi ecosistemici della ”Natura” ci si potrà salvare, ridandole gli spazi ed il ruolo che le è proprio.

INFO ripristinonaturasecchia@gmail.com

Eriuccio Nora 335 5778473

Promotori: Eriuccio Nora del Gruppo cittadine/i Secchia RiNatura, Giulia Santunione coordinatrice di ARIA Modena; Giorgio Bonaccini di Associazione Agricoltura Ambiente di Bagno (RE); Stefania Pagliarini, Daniele La Cecilia, Bokar Diop, Corrado Toni presidenti dei Circoli di Legambiente di Formigine, Modena, Reggio Emilia e Sassuolo, Mauro Solmi del Comitato No Bretella-Sì Mobilità Sostenibile, Paola Busani di FIAB Modena, Massimo Becchi presidente del Gruppo Reggiano Ecologista e Naturalista Giacche Verdi, Duilio Cangiari dell’Università Verde di Reggio Emilia, Daniele Bigi WWF Emilia Centrale

Con l’Europa per il Ripristino della Natura del Fiume Secchia Una Idea-Proposta proveniente dal Basso incontra le Istituzioni
Il 18 agosto 2024 è entrata in vigore la Nature Restoration Law, il Regolamento per il Ripristino della Natura
approvato dal Parlamento ed dal Consiglio dell’Unione Europea e immediatamente vigente per tutti gli Stati
dell’Unione. L’obiettivo del regolamento è quello del recupero a lungo termine e duraturo della biodiversità e della resilienza
degli ecosistemi in tutte le zone terrestri, d’acqua dolce e marine attraverso il ripristino degli ecosistemi degradati.
Lo strumento operativo sarà il Piano nazionale di ripristino della natura che gli Stati dovranno realizzare entro il
settembre 2026 e contenere la mappa dei siti interessati e il quadro delle misure di ripristino. Sono fissati anche gli
obiettivi di ripristinare il 20% degli ecosistemi individuati entro il 2030 e il 90% entro il 2050. Il Regolamento riconosce
al protagonismo civico un ruolo significativo attraverso il coinvolgimento di comunità locali, cittadini e stakeholder
nella preparazione del Piano. Lo scorso 7 giugno 2025 si è svolta una pedalata lungo il Percorso Natura Secchia, nel tratto da Modena a Sassuolo.
L’iniziativa ha fatto emergere la fragilità del luogo, ma anche le sue potenzialità. I partecipanti all’iniziativa, gruppi di
cittadini e associazioni, hanno così maturato l’idea di predisporre una proposta da presentare al Ministero
dell’Ambiente, all’ISPRA e alla RER, affinché sia inserita nel Piano nazionale di Ripristino, in corso di redazione.
La proposta riguarda l’ambito ecosistemico del fiume Secchia nel tratto compreso dalla Riserva naturale orientata
della Cassa di Espansione sino alla traversa di Castellarano (circa 20 km). Si tratta di un ecosistema di grande valore
che comprende due siti della Rete Natura 2000 della UE: il SIC IT4040012, conosciuto come Oasi del Colombarone
(50 ettari in Provincia di Modena), e il SIT/ZPS IT4030011, ossia la Cassa di espansione del fiume Secchia (475 ettari,
di cui 262 in Provincia di Modena e 213 in Provincia di Reggio Emilia).
L’idea è di costruire un piano di azioni tese alla rinaturalizzazione di un tratto di fiume oggi degradato, meritevole di
essere ripristinato per le sue potenzialità e nel rispetto delle sue molteplici funzioni.
Un Invito alla collaborazione e alla condivisione. Per rendere questa proposta più completa, rivolgiamo un
appello:
• alle Associazioni ambientaliste, culturali, civiche e ai singoli cittadini interessati,
• ai ricercatori, esperti, professionisti in campo ecologico, idraulico, urbanistico, paesaggistico,
• alle Autorità locali, Enti pubblici, Università, Regione Emilia-Romagna,
affinché sostengano l’idea e ci aiutino a completare la redazione delle schede tecniche di presentazione della
proposta, per procedere con l’inserimento di un tratto del fiume Secchia nel Piano Nazionale per il Ripristino della
Natura da inviare al Ministero per l’Ambiente, ISPRA e Regione Emilia-Romagna.
Solo attraverso una partecipazione aperta, trasparente, inclusiva -come indicato dal Regolamento Europeo- sarà
possibile trasformare questa iniziativa in un progetto condiviso. Il fiume Secchia è un bene comune: con l’Europa
possiamo fermarne il progressivo degrado e ripristinarne la Natura

FOTO: OASI del Colombarone, IL SUO ECOSISTEMA