Un maggior coinvolgimento dell’assemblea legislativa nei rapporti con la Cina. È l’obiettivo dell’ordine del giorno presentato dal consigliere della Lega Stefano Bargi al progetto di legge d’iniziativa della Giunta “Modifiche alla legge regionale 18 giugno 2024 n. 13”, che norma l’adesione della Regione Emilia-Romagna alla fondazione Italia-Cina, che ha ricevuto il disco verde dell’assise.
“Se in commissione ho chiesto l’inserimento di una sorta di clausola valutativa di durata biennale in modo da avere contezza circa gli obiettivi raggiunti, oggi ho posto l’attenzione sull’opportunità che non solo la Giunta, ma anche l’assemblea possa ricevere il rapporto annuale della Fondazione, essendo la Regione socia” ha spiegato il leghista. Una proposta che ha raccolto l’apprezzamento della maggioranza.
“La Cina oggi è un soggetto fondamentale per gli interscambi commerciali sia perché possiede le materie prime necessarie ai Paesi produttori, come il nostro, sia perché negli ultimi decenni è riuscita a sviluppare un ceto medio di circa 300 milioni di persone con un mercato di consumatori grande quasi quanto l’intera Europa. La grande sfida, dunque, è quello dell’export verso la Cina” ha aggiunto l’esponente del Carroccio.
“Oggi come mai prima d’ora il ruolo della Fondazione è di fondamentale importanza e pertanto, poiché la Regione è espressione del suo Cda, occorre mantenere un occhio vigile, coinvolgendo maggiormente l’assemblea” ha concluso.