Quanto accaduto a Modena conferma quanto sia necessario ristabilire un principio semplice: la scuola non può trasformarsi in un luogo di propaganda politica o ideologica. Lo stesso Ministero dell’Istruzione e del Merito, con la Nota Dipartimentale n. 5836 del 16 aprile 2025, ha richiamato tutte le istituzioni scolastiche al rispetto del pluralismo, del confronto tra posizioni diverse e della formazione del pensiero critico. Il documento sottolinea espressamente che manifestazioni ed eventi pubblici organizzati nelle scuole devono garantire il dialogo costruttivo, il libero confronto e la presenza di posizioni differenti, evitando qualsiasi forma di condizionamento ideologico degli studenti.
 
È particolarmente inquietante che in un incontro rivolto a bambini della scuola dell’infanzia e primaria possano trovare spazio figure controverse e slogan politici contro Israele, indipendentemente dagli accertamenti che saranno svolti dalla magistratura. I minori devono essere protetti da ogni tentativo di indottrinamento e non utilizzati come pubblico passivo per trasmettere una sola visione della realtà.
 
              La Nota Ministeriale n. 5836/2025 è chiarissima: quando si affrontano temi geopolitici complessi, le scuole hanno il dovere di favorire una conoscenza approfondita e il più possibile oggettiva delle questioni trattate, consentendo agli studenti di sviluppare un’opinione autonoma e non condizionata. Un richiamo che arriva dopo mesi di episodi preoccupanti verificatisi in diversi istituti italiani, con contestazioni, pressioni e casi di emarginazione nei confronti di studenti ebrei o di ragazzi che avevano espresso vicinanza alle vittime israeliane. Situazioni incompatibili con i principi di libertà, rispetto reciproco e convivenza democratica che la scuola è chiamata a difendere.
 
Il Ministro Giuseppe Valditara ha giustamente ricordato che la scuola non è un luogo di indottrinamento. È un principio che dovrebbe essere condiviso da tutti. Ai bambini si deve insegnare a ragionare, non cosa pensare. Chi porta nelle aule slogan politici e contrapposizioni ideologiche tradisce la missione educativa della scuola e ignora le precise indicazioni contenute nella Nota Ministeriale n. 5836 del 2025, che pone al centro il pluralismo, il pensiero critico e la libertà di espressione
   L’europarlamentare Anna Maria Cisint durante una visita cittadina, la stessa non esitò a dire “” No alla moschea, anche la scuola coranica mette i brividi”*****************************************************************************************************