Sono già passati 5 anni da quel giorno dedicato all’Immacolata in cui Giorgio Mariani morì 65enne a termine di una battaglia, contro un terribile male, combattuta con enorme dignità e grande senso di responsabilità . La storia del massimo talento calcistico di sempre nato sotto il Campanone è il racconto di un ragazzo nato nell’immediato dopoguerra ( 6 aprile 1946) simbolo della classe operaia che sale le scale gerarchiche sociali; un uomo ribelle per natura, partito dal quartiere Braida giovanissimo alle volta del calcio che conta. Espressione di un calcio che non c’è più, è stato simbolo e vittima di un successo difficile da sostenere: questione di equilibri, ritrovarsi giovane in altre realtà tanto diverse per spessore sia tecnico ma soprattutto umano ha finito per vincerlo. Non è un caso se le cose migliori l’atleta sassolese le abbia fatte in provincia:Verona sponda Hellas e Cesena, ambienti familiari in cui riuscì a rendere funzionali e utili le sue giocate. A Sassuolo, riuscì a ritrovarsi e a riscoprire la dimensione di cittadino e di persona cercando di recuperare il tempo perduto inseguendo in giro per l’Italia quei sogni di adolescente che con la valigia in mano partì dal ricreatorio San Francesco alla volta di Firenze. Un mondo quello del pallone che ha regalato allo stesso una certa popolarità, ma tutto questo non ha cambiato l’amore per la sua terra tanto da restare affezionato a certi valori locali: segno di vicinanza alla città natale e di riconoscenza per quanto avuto dal destino. In questo senso un bel regalo sotto l’albero: nei prossimi mesi tornerà a vivere con la realizzazione di un campo da calcio a sette e con un’area giochi destinata ai più piccoli uno dei luoghi chiave di questa vicenda, ovvero il ricreatorio San Francesco. Tutto cominciò da lì: un bel modo per ricordare Giorgio e fare rivivere la sua passione fatta di riscatto e poesia sarebbe quello di dedicare il terreno di gioco suddetto a quel ragazzo partito verso le rive dell’Arno nel lontano 1961…














