
Da anni presso la nostra sede si presentavano consumatori alle prese con le bollette del telefono impazzite per i costi all’improvviso cresciuti, per servizi attivati ma non richiesti, per disservizi vari comprendenti anche la navigazione via internet e i vari servizi televisivi a pagamento.
Dopo un controllo della documentazione i nostri operatori redigevano gratuitamente un’apposita modulistica messa a disposizione dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni AGCOM – CORECOM.
Modulistica dove venivano indicati tutti gli estremi del consumatore, la natura del disservizio che egli aveva riscontrato e le sue richieste.
Il consumatore provvedeva poi ad inviare al Corecom, con una raccomandata, tale modulistica e dopo qualche settimana veniva convocato a Bologna presso la sede Corecom dove, stante le nostre casistiche, 7/8 conciliazioni su 10, si concludevano con ampia soddisfazione dei nostri associati che, con i costi della raccomandata e di un viaggio a Bologna, vedevano risolto il loro problema, alle volte anche con l’ottenimento di una piccola somma a titolo di risarcimento per i disagi patiti.
Dal 23 luglio tutto questo non ci sarà più, in ottemperanza ad una serie di delibere datate 2017 ed inizio 2018, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ha annullato questa procedura che per i consumatori era, gratuita, semplice, alla portata di tutti e (udite udite) funzionava bene.
Dal 23 luglio 2018 è infatti entrata in vigore il “Conciliaweb”. Un nuovo strumento di conciliazione che prevede che l’utente debba:
a) entrare in internet (figuratevi quelli che venivano da noi perché internet aveva smesso di funzionare);
b) studiarsi il regolamento “manuale utente – Concilaweb” composto da 30 pagine;
c) accedere alla piattaforma “conciliaweb”;
d) registrarsi o, in alternativa utilizzare il proprio Spid;
e) se non si è registrati o non si ha un proprio Spid, bisogna crearsi un proprio account;
f) se si sceglie il “flag” vuol dire che l’utente non ha la possibilità di gestire le istanze via internet;
g) eseguire il captchaper per determinare se l’utente sia un umano (e non un computer o, più precisamente, un bot);
h) si accede poi alla modulistica da inviare insieme ad eventuali allegati da scansionare in formato Pdf e Jpg;
i) compilati tutti i campi, la modulistica dovrà essere firmata tramite la generazione di un token “OTP” (firma digitale);
Naturalmente la procedura prevede molto altro che per brevità ci risparmiamo di elencare.
In definitiva, è stato soppresso un servizio che come detto, ben funzionava (anche grazie alla professionalità degli operatori del Corecom), economicamente alla portata di tutti ( il Codacons di Modena redigeva i ricorsi gratuitamente ai propri associati ), accessibile anche alle persone tecnologicamente meno capaci e dotate vedasi gli anziani / pensionati (15/20 milioni di Italiani) che spesso non utilizzano il computer e ancor meno una scanner, per sostituirlo con un sistema che agevolerà le società telefoniche e/o di distribuzione di servizi televisivi a pagamento, in quanto il cittadino “medio” al cospetto di tale difficoltà, manderà giù il rospo e rinuncerà a far valere i propri diritti, anche vedendosi precludere la possibilità di rivolgersi ai Giudici, in quanto tale tipo di conciliazione è obbligatoria da tentarsi prima di adire le vie giudiziarie.
Un complimenti a chi ciò ha permesso non certamente avendo a cuore le esigenze e i diritti dei consumatori, nel frattempo il Codacons sta studiando come agire nei confronti di questa prepotenza.
Presidente CODACONS
MODENA
(Fabio Galli)













