
I centralini del Codacons ricevono da giorni centinaia di telefonate da parte di cittadini che non sanno come cavarsela da soli.
Parliamo di persone che hanno saltato il pagamento di una rata o due del mutuo e sono disperati perché non riescono ad accordarsi con la propria banca, temono l’iscrizione alla centrale dei cattivi pagatori e tutte le gravissime conseguenze. Cittadini che chiamano perché tempestati dalle telefonate dei vari recupero crediti per bollette del telefono della luce e/o del gas.
Sulle mascherine il caos, un comune ne consegna una a famiglia, altri comuni due a famiglia. Un cittadino ci ha inviato via whatsapp una foto (allegata) di una mascherina acquistata in una farmacia al prezzo di 8 euro e ci ha chiesto: è conforme? Ma soprattutto se non è conforme mi proteggerà come una conforme?
Altri tempestati di telefonate da parte di finanziarie a cui non sono riusciti a pagare una o due rate.
Alcuni non hanno ricevuto il contributo promesso, altri il buono sociale altrettanto promesso. C’è un cittadino che aspetta da oltre un anno un rimborso dall’inps di circa ventimila euro ma non riesce a parlare con nessuno. Qualcuno ha trovato nella bolletta della luce del mese di marzo l’abbonamento alla Rai pur non avendo mai avuto il televisore. Non aveva mai trovato l’addebito della rata in bolletta, lo ha trovato in piena quarantena quando è tutto molto più complicato.
Un anziano signore ci ha chiesto se può accompagnare la moglie che deambula a fatica (deve essere sostenuta per non cadere), nella passeggiata intorno a casa. Passeggiata necessaria per la riabilitazione agli arti inferiori.
Riceviamo richieste di informazioni in merito alla situazione delle Residenze assistenziali sanitarie. Ci chiedono come è possibile fare chiarezza sulle ragioni che hanno visto dilagare il covid-19 in strutture che avrebbero dovuto essere maggiormente protette proprio per la presenza di anziani affetti da altre patologie.
Alcuni cittadini ci hanno chiesto informazioni, non essendo riusciti a pagare il canone di locazione dell’appartamento in qui abitano, sul rischio di subire uno sfratto per morosità. Protestano perché non incassano nulla da molte settimane e l’aiuto economico promesso non è giunto. Aggiungono che è ingiusto avere sospeso le rate del mutuo e non i canoni di locazione.
Qualcuno vuole informazioni su come aderire all’azione intentata dal Codacons
contro il governo Cinese a causa del ritardo con cui hanno informato la comunità internazionale del propagarsi del Covid-19.
Ci chiamano albergatori, ristoratori, gestori di bar ecc. ecc. La domanda è la stessa: a chi dobbiamo chiedere i danni visto il rischio di fallimento della nostra attività dopo tanti anni di duro lavoro. Un ristoratore in particolare ci ha spiegato che ha un ristorante predisposto per 100 coperti. Alla riapertura potrà servirne non più di 20. Come potrà recuperare i costi fissi ( ad esempio il canone di locazione) andando ad incassare un quinto di quanto incassava prima?
La sede Codacons di Modena è stata contattata da un noto D.J. di fama internazionale che ci ha illustrato la drammaticità del mondo delle arti in genere. Tournèe annullate e non riprogrammabili, spettacoli vari che forse non troveranno alcuno spazio per molti mesi ancora. Migliaia di persone che gravitano intorno al mondo dello spettacolo fornendo attività di mano d’opera specifica, che sono disperate.
Ci ha chiamato una agenzia di viaggi. Siamo al limite del fallimento.
Questi proprietari di attività ancora ferme ci chiedono: senza quegli autorevoli inviti a non prendere troppo sul serio la vicenda del coronavirus, se avessero ordinato il lockdown immediatamente, è possibile che avremmo avuto una epidemia maggiormente contenuta e di conseguenza meno contagiati e meno morti e di conseguenza meno limiti?
In effetti alle prime avvisaglie del coronavirus c’era chi sdrammatizzava dicendo che era poco più di una influenza. Un politico di importanza nazionale se la rideva in televisione indicando con le dita il numero due. Tanti a suo parere erano i casi di coronavirus al momento presenti in Italia e sempre con un sorrisino ironizzava sul fatto che qualcuno voleva attivare il fermo delle attività. Un noto medico sosteneva la impossibilità che quel virus potesse dilagare in Italia.
Anche un noto ristoratore diceva più o meno la stessa cosa. Invitava a non fermarsi anzi una buona occasione per concedersi un po’ di svago magari andando a cena in un ristorante.
Per tutte queste perplessità invitiamo tutti i cittadini che avessero bisogno di informazioni ad inviarci la descrizione del loro accadimenti all’indirizzo mail: codaconsmo@gmail.com. o telefonando al numero 3498107844 .
Il collegio Legale del Codacons valuterà gratuitamente caso per caso e ricontatterà ogni singolo cittadino per fornire lui tutte le risposte possibili.













