«La decisione dell’Università di Bologna di non attivare un percorso formativo dedicato agli Allievi Ufficiali dell’Accademia Militare rappresenta, a mio avviso, un passo indietro per il mondo accademico e per le nostre istituzioni. E’ stato inspiegabilmente disatteso il principio di leale collaborazione e correttezza tra amministratori dello Stato. 
Parliamo di giovani che hanno scelto un percorso di responsabilità, disciplina e servizio alla Patria. L’Accademia Militare forma ufficiali che rappresentano un patrimonio di impegno e professionalità. Offrire loro un’opportunità di studio universitario qualificato — in particolare in ambito filosofico e umanistico — significa non solo arricchire le loro competenze, ma anche la comunità accademica stessa.
L’autonomia universitaria è un valore irrinunciabile, ma non può tradursi in sterili e dannose chiusure ideologiche. Escludere un dialogo con una storica istituzione dello Stato rischia di creare fratture inutili e di privare il l’Italia di una preziosa occasione di crescita condivisa.
Auspico che l’Università di Bologna possa riconsiderare questa posizione e riaprire un confronto costruttivo con l’Accademia Militare. Le istituzioni crescono quando dialogano, non quando si escludono.»
 
On. Avv. Enrico Aimi
Componente del Consiglio Superiore della Magistratura