calcinacci carani“Quanto accaduto questa mattina con la caduta di alcuni calcinacci è il risultato di un immobilismo a livello municipale spaventoso: è arrivato il momento di assumersi le responsabilità, caro governo cittadino”. L’ex sindaco Luca Caselli commenta così il distacco di una parte del cornicione dallo stabile che ospita il teatro Carani e infastidito prosegue:”Questo contenitore culturale è chiuso da mesi e non sembrano esserci possibilità per una riapertura -precisa- è un bene privato, questo è diventato un motivo bello e buono per procrastinare un intervento dei settori comunali: l’interesse pubblico è stato dimenticato?Vengono prodotte scuse e giustificazioni pur di lasciare tutto al proprio posto, il Teatro Carani sta crollando a pezzi: bisogna agire in fretta “. Rincara la dose l’ex vice-sindaco Gian Francesco Menani , che riferisce in maniera provocatoria:”Troppe promesse disattese, andando avanti di questo passo il Teatro Carani non potrà altresì essere rifugio per i profughi -chiarisce- la struttura di via Mazzini non rientra negli standard di comfort per ospitare gli ultimi arrivati -ironicamente,conclude- forse ho trovato il modo per avviare i lavori di ristrutturazione: la cultura va a rotoli mentre avanza un nuovo che rende Sassuolo sempre meno vivibile”. Nei calcinacci caduti questa mattina l’immagine di un’Amministrazione che perde credibilità e a poco a poco anche i gregari: sempre al comando, ma incredibilmente solo, il Partitone ha fatto il vuoto non concedendo nulla agli altri, ma la salita è lunga e faticosa. Adesso viene il bello:ennesima prova di forza del Pd locale con tanto di allungo solitario o si riproveranno a cucire certe collaborazioni in gruppo per affrontare al meglio le asperità future?Nell’aria si avverte una crescente antipatia per il Partitone cannibale…