La mozione è a firma di uno che Sassuolo la conosce come le proprie tasche. Mica politica, nella chiacchierata il pallone che rotola. E se a Sassuolo parli di calcio, almeno a stretto giro di posta, non puoi non parlare di Simone Zaza. Luca Caselli, sindaco nell’annata che ha portato la promozione in A e sindaco anche della prima storica massima serie (“sono emozioni che rivivi dopo. Non ho mai giocato un minuto – scherza -, ma la cosa resterà negli annali”), “saluta” con gioia l’esplosione del nuovo golden boy, lanciando una proposta niente male. “Ci pensavo dopo la prima convocazione in azzurro….fossi stato l’attuale sindaco di Sassuolo l’avrei chiamato quantomeno in municipio. Anzi, anche in consiglio comunale. Simone ha fatto qualcosa di storico per la città. Anzi, faccio un appello laddove fosse possibile. Zaza merita di esser ricevuto in consiglio comunale, con tanto di applausi scroscianti”. Fosse stato ancora alla guida di Sassuolo, l’ex primo cittadino avrebbe sposato la meritatissima linea di un riconoscimento che la Capitale delle Piastrelle dovrebbe spendere per quanto fatto dall’attaccante di Metaponto. “Tra le altre cose, è il secondo giocatore lucano ad aver vestito la maglia della Nazionale, il primo ad aver segnato con l’Italia. Sono doppiamente felice, perché tra Sassuolo e la sua terra (la Lucania) c’è un forte gemellaggio e una forte amicizia consolidata negli anni”. Zaza orgoglio lucano e sassolese. Quasi a sorpresa alla corte di Antonio Conte, per la tempistica con la quale è stato convocato. “Conte ha dovuto cercare un’alternativa a Balotelli e Zaza per caratteristiche fisiche e tecniche per l’attuale cittì rappresentava la soluzione ideale. Simone è un ragazzo umile, uno che nelle due gare si è fatto il cosiddetto mazzo. E se mi permettete apro una parentesi: uno come Balotelli, fossi un allenatore, non lo vorrei nemmeno in tribuna. E’ un antiesempio per i tanti ragazzi che si affacciano al mondo del calcio”. Atteggiamento giusto quello del 10 neroverde, atteggiamento da chi sa mettersi a disposizione della squadra. “Ha corso tanto – spiega Caselli che di calcio ne mastica abbondantemente -, e al contempo ha mostrato di avere grandi qualità. Si è procurato un rigore, ha segnato, ha centrato una traversa. Insomma, il repertorio è ampio e il coraggio non gli manca. Mi fa piacere inoltre, perché lo incrociavo spesse volte in un ristorante ed è sempre stato una persona educata, corretta ed umile. Lui arrivava dopo l’allenamento, mentre il sottoscritto andava prima dei vari consigli comunali”.













