Chiamatelo trionfo, senza se e senza ma; una squadra pratica capace di stupire sempre e comunque grazie alla voglia di vincere e di aggredire: caratteristiche che appartengono al dna dell’ambiente Carpi. Non è più solo un sogno quello della serie A e parlare di sorpresa Carpi è riduttivo: i biancorossi hanno fornito sempre profonde garanzie ed una solidità granitica che prestazioni e risultati hanno fortificato. Per una realtà di circa 70mila anime vivere uno spettacolo come la sfida al Bologna con le prerogative del caso è di per sé meraviglioso, farlo da splendida attrice affascinante e preminente è qualcosa che va oltre ogni supposizione. Una cosa è bella e risalta nella sua assoluta autenticità: di questo Carpi ci si può fidare, oltre le assenze e le difficoltà c’è un gruppo che continuamente dà dimostrazione di compattezza e praticità. Un bravo va a tutto il mondo che ruota intorno al pianeta Carpi per quello che è riuscito a produrre in campo ma anche fuori:affare Concas e l’infortunio dell’uomo simbolo Jerry Mbakogu sono episodi affrontati con un senso di responsabilità e una professionalità invidiabili. Anche in questo chapeau alla prima della classe… Attualmente gli uomini di Castori hanno raccolto dopo 34 giornate 68 punti uno in meno dei 69 totalizzati, considerando lo stesso numero di partite giocate, nello scorso campionato cadetto dal Palermo che con 86 punti finali è la squadra che detiene il record assoluto da quando è stata istituita la formula play-off con 22 partecipanti. A onor del vero sul campo nella stagione 2006/07 la Juventus realizzò 94 punti, che poi diventarono 85 (come quelli del Sassuolo 2012/13), ma come tutte le favole mettiamo da parte i veleni di Calciopoli: non pensiamo al Purgatorio bianconero, ad attendere c’è il pAradiso













