Il miracolo sportivo di rimanere nella massima serie svanisce all’ultima giornata, un vero peccato: delusione a parte rimane la voglia del gruppo biancorosso di tenere la categoria onorando con impegno e determinazione ogni sfida. La rimonta non è bastata, ma il tributo che il pubblico del Carpi ha riservato alla squadra al termine della trasferta di Udine rimane una pagina indelebile di questa storia intensa e appassionante che ha caratterizzato la stagione. “Abbiamo vinto la nostra ultima partita per non avere rimpianti, purtroppo non è bastato” questo il commento di Fabrizio Castori che analizzando l’intero percorso del campionato afferma:”Dispiace retrocedere dopo una risalita di questo spessore, l’errore è stato quello di smantellare il telaio di una squadra che aveva dominato in serie B con scelte inadeguate e con innesti sbagliati”: In effetti, la tessera Sannino si inserisce all’interno di un puzzle più ampio in cui poco può essere imputato al tecnico campano il quale si è ritrovato ad allenare una formazione senza spirito e soprattutto tecnicamente e tatticamente avulsa dalla realtà Carpi in serie A. Basta guardare alla rivoluzione messa in atto col Castori-bis, con almeno 5 o 6 elementi in più del gruppo storico tornato nell’undici titolare rispetto all’era Sannino: un cambio di idee deciso e tangibile attraverso risultati preziosi che hanno fatto accarezzare il sogno salvezza. Alla fine il Carpi retrocede dopo aver conquistato 38 punti ad un passo dalla riconferma della massima serie, ora quale futuro per i biancorossi? Comprendiamo il momento intriso di rammarico e dispiacere nell’ambiente del Carpi, ma pensiamo che questo gruppo con il suo condottiero possa ancora tentare la promozione nel massimo campionato: non vogliamo pensare all’abbandono dell’idea di riportare la città dei Pio a respirare aria di serie A. Ovviamente, ci saranno indirizzi societari da seguire con qualche avvicendamento nello scacchiere da mettere in campo: un conto è qualche partenza per questione di stimoli e ambizioni, cosa ben diversa sarebbe la rinuncia a riprovare a tornare in serie A. il massimo palcoscenico calcistico nazionale merita un’altra scalata biancorossa, al di là di tutto ci sono le premesse per ricominciAre: un cammino in cui alla consapevolezza di avere un collettivo importante per la serie cadetta non dovrà mai mancare il desiderio di stupire ancora. Caro mister Castori, proprio tu hai insegnato a non mollare mai attraverso accortezza e sagacia: non resta che riprovArci, certi Amori non finiscono…













