Tra i sostenitori biancorossi aumentano le preoccupazioni per l’andamento del Carpi in questo inizio di stagione, sono troppe le perplessità per un trend che ha evidenziato problemi tattici preoccupanti. Questioni legate al campo, con calciatori ancora non in condizione, in primis Pachonik e poi calciatori utilizzati fuori ruolo come Piscitella che non può ricoprire la posizione di esterno offensivo di centrocampo perchè per natura e caratteristiche non può rendere nel migliore dei modi. La difesa subisce molto per lo scarso filtro a centrocampo, discutibile la scelta di lasciare in panchina Pasciuti: non si può rinunciare nel torneo cadetto ad un calciatore così, un centrocampista esperto capace di gestire spazi e tempi di gioco con grande sagacia. Certamente, va dato atto che Chezzi sia all’inizio di un percorso impegnativo e per certi versi sconosciuto, va ricordato come l’esordio al Cabassi nel torneo cadetto, nonostante la sconfitta, fosse stato confortante tanto da ritenere di aver imboccato la strada giusta per cominciare a fare risultato. Perdere a Verona può starci, la squadra scaligera è una delle formazioni meglio attrezzate in serie B, ma adesso serve una scossa soprattutto gestionale e mentale: bisogna agire con intraprendenza, si deve affrontare il Brescia con coraggio e senza timore; tutto questo per dire come il Carpi debba pensare a vincere e non semplicemente a non perdere. Mokulu non sta bene, ma la panchina è lunga e le soluzioni offensive non mancano: Piu potrebbe essere una valida alternativa anche se c’è un aspetto che continua a far discutere. In questo senso, la vicenda Machach torna alla ribalta: il transalpino va recuperato, il rischio è quello di toccare il fondo senza aver usato tutte le armi a disposizione; bisogna osare di più, questione di conoscenza di certi meccanismi…Non rimane che sperare, la faccenda si sta via via complicando: occorre provare per voltare pagina