Al termine della deludente prestazione dei biancorossi contro la Virtus Entella il pubblico del Cabassi, in totale circa 1450 persone, ha fischiato la prova dei ragazzi di Calabro. Partita deludente che non ha visto la reazione del Carpi dopo la pesante sconfitta di Foggia, le parole del mister a fine gara vanno analizzate nel tentativo di comprendere una sfida in cui i padroni di casa non hanno mai tirato in porta e raramente si sono resi pericolosi dalle parti del portiere ospite Iacobucci. L’avversario si è difeso bene e con ordine, è vero, ma perchè il Carpi è stato scarsamente incisivo: la sfida si è decisa a centrocampo dove si è registrata la carenza biancorossa sia dal punto di vista qualitativo che da quello quantitativo. Incapacità di inserimento dei centrocampisti e di verticalizzazioni verso le punte: si è creata sulla trequarti una voragine che ha portato a spazientire i pochi spettatori presenti. Allora, è lecito chiedersi il perchè di certe scelte nell’undici iniziale e soprattutto i motivi delle sostituzioni valutando le oggettive difficoltà della formazione biancorossa. Concas dall’inizio, con tutto l’affetto e la gratitudine nei confronti di Fabio, ci è sembrata una mossa un tantino forzata: meglio partire con Garritano, anche se Calabro ha fatto capire che prima di tutto c’è il recupero di “Cico”, poi tolto l’infortunato Pachonik ha inserito Mbaye. Questa sostituzione ha mandato su tutte le furie i tifosi carpigiani: a proposito Calabro ha parlato di operare un cambio in linea con la fisicità del n°25 teutonico con lo spostamento di Sabbione. Sul mancato impiego di Giorico, pesa il fatto che lo stato attuale di forma del centrocampista ex Modena non consenta allo stesso di giocare i tanti impegni in programma: martedì sera c’è il Pescara in trasferta mentre domenica ospite al Cabassi sarà il Venezia di Pippo Inzaghi. L’utilizzo di Malcore ritardato perchè si trattava del terzo cambio e poi Melchiorri e Mbakogu davano ampie garanzie: queste considerazioni di Calabro sono il segnale di quanto il tecnico biancorosso guardi all’equilibrio… La paura di perdere inevitabilmente frena spinta ed aggressività, il non giocare tranquilli genera timori soffocando convinzioni e volontà di costruire: a questo vanno aggiunte alcune considerazioni. La manovra del Carpi è apparsa farraginosa, tra i tanti motivi legati alla scarsa qualità in mezzo al campo non va dimenticato un aspetto: diversi calciatori biancorossi non attraversano un periodo di forma accettabile, motivo che rende complicato anche partite contro avversari non certo irresistibili. La verità è quella di arrivare quanto prima alla quota salvezza, poi un gruppo meno condizionato dalla classifica e con il recupero fisico di alcuni elementi potrà giocare con maggiore disinvoltura: intanto in attesa di osare di più, bisogna fare di più per migliorare uno score di reti all’attivo a dir poco deficitario. Con tutti i se ed i ma una cosa va precisata: per fare gol bisogna creare azioni pericolose e tirare in porta, queste voci sembrano avulse dal vocabolario biancorosso