“Risultato ingiusto, ora dobbiamo subito rialzare la testa e prepararci alla sfida contro il Verona: certo conquistare un punto a Frosinone avrebbe permesso di guardare alla prossima sfida con altro spirito”. Queste le parole di Sannino nel post partita del Matusa, gara che ha decretato la terza sconfitta consecutiva per il Carpi: in questo senso fatali i minuti conclusivi. L’allenatore biancorosso,puntualizza:”Nelle ultime due partite non abbiamo raccolto quanto meritato”, probabilmente analisi che prende in considerazione le parabole beffarde disegnate negli istanti finali dalle due ultime sfide disputate dai suoi ragazzi , ma sarebbe bene guardare oltre agli episodi. Certo, perdere sulla linea del traguardo quando ormai il pari sembrerebbe cosa fatta non è bello;ma la squadra biancorossa con l’avvicendamento in panchina non ha dato segnali di svolta: né parlando di risultati né dal punto di vista del gioco. La difesa a spada tratta del comandante Sannino ci può stare, fa parte di un copione ormai canonizzato, ma ormai sta diventando quasi un alibi:ecco, albergare scuse in merito a mancanze è poco piacevole e a maggior ragione ora quando il Carpi si è visto strappare di mano un punto nel finale con quell’atteggiamento di chi si accontenta di portare a casa la pelle. Questione di mentalità, chi l’ha detto che accontentarsi sia comunque sintomo di saggezza?La verità è che questo Carpi ha paura di perdere, ma soprattutto paura di vincere: manca aggressività e la predisposizione a giocare; primo e unico comandamento è non perdere, il vocabolo vincere viene riesumato grazie ad un intervento di forze misteriose. “Manca ancora un pizzico” aggiunge il mister partenopeo contemplando la possibilità di arrivare a pareggiare: certamente un punto al Matusa di questi tempi è risultato positivo,ma ci piacerebbe vedere un collettivo dagli intenti bellicosi e con quel fare propositivo che Sannino, versione visionario, dice di aver visto ieri sera. Arrampicarsi sugli specchi è sintomo di pochezza di argomentazioni e di precarietà: bastano due gol nel finale in altrettante sfide per far saltare il banco, forse un pochino di sfortuna ma fino a quel momento l’impressione è quella di un Carpi voglioso di blindare il punticino e nulla più. Adesso c’è un fantasma in più a tormentare i pensieri di Sannino: la figura di Castori incalza, il passato con la sua eredità comincia a pesare; in caso di scivolone interno contro l’Hellas che succederà… A volte ritornano… sanninocastoriiiiiiiii