Tu chiamala se vuoi, disintossicazione. Questo il termine usato dall’ex primo cittadino municipale Luca Caselli a proposito del suo distacco, salutare a suo modo di vedere, dal mondo della politica locale. Certo, c’è una vita privata da supportare e gli impegni professionali hanno il loro peso; in questo senso le pressioni connesse al ruolo pubblico dell’ex sindaco hanno costituito un dispendio di risorse fisiche e psicologiche di un certo spessore. Ci sono, caro Luca, delle persone che si legano indissolubilmente ad un copione per cui una carica diventa una sorta di seconda pelle: così, al di là dei propri desideri o delle proprie inclinazioni ci sono migliaia di cittadini pronti a schierarsi al tuo fianco o a sostenerti. Non è un discorso di libertà, sicuramente a te spetta l’onere di provare ancora ad amministrare Sassuolo ma soprattutto rimane l’onore di essere il primo dei sassolesi. Non è mai stato facile governare per chi è allergico alle tonalità del rosso in questo angolo d’Emilia, impensabile in futuro possa essere diverso; hai perso una battaglia ma non la guerra. L’aver nel 2009 operato il ribaltone politico con la tua elezione, primo sindaco di centro-destra, rimane un successo: sono cambiate le tendenze in un gioco di alternanze tra progressisti e conservatori come non era mai accaduto. Impossibile rimanere insensibili alle tue esternazioni di non ricandidarti, certe sconfitte fanno male ma poiché siedi da diversi lustri tra i banchi del civico consesso sempre pronto a combattere resta complicato capire come non ci sia in te la voglia di rivincita. Questa è la tua città, il pensarti lontano dalle sorti della tua gente si addice poco al tuo essere carismatico; forse, penserai i sassolesi avrebbero dovuto esprimersi in maniera diversa ma ti invito ad una riflessione. La tua vittoria nel 2009 fu la risultanza di tante combinazioni che tu stesso hai reso armi decisive per il tuo trionfo, invece nel 2014 sono mutate delle condizioni e la riconferma non è arrivata: perché non provare a rendere quella sconfitta il primo passo per tentare a vincere di nuovo? C’è poi la questione di provare ad andare oltre le criticità della sinistra in territorio comunale, ma questo è un qualcosa di personale per chi vive con intensità e passione la politica. Non c’è alcun intento di condizionare scelte o atteggiamenti, troppo lontani gli scenari e le possibili strategie o sinergie in chiave cittadina; non rimane che sperare il distacco dalla vita amministrativa possa consegnarti un rinnovato entusiasmo che unito ad un indomito senso di responsabilità ti consenta di essere l’ultimo ad abbandonare l’idea di tornare ad essere il primo dei cittadini. Strada facendo staremo a vedere, da cosa nasce cosa…













