“Se vogliamo parlare di caro-energia non dobbiamo addossare la colpa al solo conflitto tra Russia e Ucraina, ma dirci chiaramente che non eravamo pronti a una rivoluzione di questa portata e che oggi ne paghiamo le conseguenze. Altrimenti non raggiungeremo mai gli obiettivi che ci siamo dati”. Così il consigliere regionale della Lega Stefano Bargi in commissione Bilancio presentando un emendamento alla Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla prestazione energetica nell’edilizia.
“Il mio emendamento va interamente a sostituire il punto 4, che esprime sì preoccupazione per il problema dei prezzi energetici elevati, ma non va a delinearne le cause. Ho voluto quindi sottolineare come il programma europeo Fit For 55 e la sua natura fortemente inflazionistica, sia una di quelle. L’accelerazione impressa a seguito del conflitto in Ucraina mette infatti in evidenza gli elementi critici del programma: a fronte di una maggior richiesta di energia ci si pone l’obiettivo della riduzione delle fonti fossili, a cui va affiancata la richiesta di metalli e minerali necessari a sviluppare le tecnologie verdi. L’UE, infatti, non ha autonomia sulle materie prime necessarie, il che ci porrà nella condizione di dipendere dalle forniture di Paesi terzi, la Cina su tutti. Le logiche di mercato fanno il resto, rischiando di spingere i prezzi energetici ancora più in alto e mettendo in grave crisi la nostra economia” ha spiegato Bargi.
“Non eravamo pronti a una transizione ecologica così repentina ed è giusto sottolinearlo. Chiudendo gli occhi non riusciremo mai a raggiungere gli obiettivi prefissati” ha concluso.













