“Con le garanzie di Sgp, noi del comitato “Salviamo il Teatro Carani” speriamo di essere in grado di accendere un mutuo per acquistare il complesso di via Mazzini”.Piene di sarcasmo ed ironia le parole di Angela Ottani rappresentante del suddetto Comitato che risponde polemicamente alle parole del sindaco Claudio Pistoni:”Il primo cittadino richiede dei numeri per ipotizzare una riapertura del Carani:francamente non so di cosa si stia parlando -continua- tutto è all’insegna del menefreghismo più assoluto, vengono tirate in ballo giustificazioni e scuse per ritardare e tergiversare;vengono domandati dei dati dopo che alcune sere fa è stata sparata, proprio da Claudio Pistoni, la cifra “choc” di milioni di euro per il restyling del Teatro. A che gioco stiamo giocando?Nessuno -puntualizza- ha mai chiesto un nostro intervento nella gestione del Carani, devo dire che nelle trattative tra Comune e proprietà siamo sempre stati lasciati in disparte : ora il Comune prova a discolparsi dicendo che il Comitato dovrebbe farsi carico della riapertura, direi che sulla vicenda continui a regnare un grande caos . Il Comune -precisa- prova a disegnare scenari fantasiosi, tanto da contrapporre il nostro sodalizio al governo cittadino: non è così, siamo nati per il sostegno della Cultura senza bandiere o ideologie ma nelle parole di Claudio Pistoni si possono ritrovare rancori e malumori che non hanno ragione di essere”. C’è un aspetto che fa infuriare la nostra interlocutrice:”La contrapposizione tra pubblico e privato nella questione Carani è segno di una strumentalizzazione da condannare: la Giunta ricorda che il Carani ha una sua proprietà, ma dimentica che quello è il cuore culturale di tutta la comunità -conclude- il comportamento messo in scena dall’Amministrazione è discutibile, ci sono altre priorità: tutto ha il sapore di una continua beffa infarcita di un pressapochismo spaventoso”. Il Carani è chiuso da oltre un anno, ma il dato che preoccupa è che parlare di un riapertura appare un’utopia;si chiedono numeri:davvero una vincita milionaria al Lotto potrebbe riaccendere le luci del palcoscenico. Una cosa ci lascia perplessi: nel salotto cittadino, poche sere fa, si è parlato di integrazione e multiculturalità; peccato il simbolo della Cultura municipale continui ad essere visto come qualcosa di altro ed avulso, al suo posto si fanno strada altri modi di vivere e altri stili di vita. Per il Carani non c’è posto…carani