Capuano, tuona:”Se Caliendo mi vende Popescu o Calapai mi dimetto, parola d’onore. Questa squadra, cosí com’è, non si salva”.

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“Se Caliendo mi vende Popescu o Calapai mi dimetto, parola d’onore. Questa squadra, cosí com’è, non si salva”. Parole chiare e dirette quelle pronunciate da mister Capuano al termine dell’amichevole odierna giocata allo Zelocchi tra i suoi ragazzi e la Virtus Castelfranco: una gara che in campo ha detto poco, 1-0 per il Modena con rete di Momenté, ma molto accesa per la diatriba proprietà-tifoseria. La situazione rischia di precipitare, anche oggi è andata in scena la protesta condita di parolacce ed insulti rivolta a Caliendo che ha sorriso alle forti critiche mentre il nipote della moglie , Angelo Forcina, non ha esitato a minacciare verbalmente due sostenitori canarini. Capuano, rappresenta l’ultimo baluardo prima del precipizio: anche il tecnico comincia ad esternare disappunto per una lunga e irrefrenabile agonia che ogni giorno di più prende le sembianze di una morte annunciata. In quel ridere del patron non possiamo trovare spazio all’ironia, semmai in quell’espressione beffarda troviamo la voglia di un uomo di continuare a comandare senza sentire ragione alcuna contro tutti e purtroppo contro l’evidenza. Anche un uomo determinato come Capuano non si nasconde più, se prima aveva mantenuto qualche riserbo, ora il suo outing è chiaro, preciso e pungente al punto giusto: bisogna guardare in faccia la realtà e assumersi le proprie responsabilità… La resa dei conti comincia da dentro l’ambiente societario e apre a diversi scenari: per evitare un finale già scritto ci vorrebbe l’intervento di terzi investitori, questo è un sopravvivere senza futuro…

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