Uno spaccato di vita cittadina: da quasi mezzo secolo, correva l’anno 1972, la dolciaria Vicenzi vive gli spazi cittadini attraverso un furgoncino attrezzato che propone alla clientela una grande varietà di dolciumi artigianali. Amore per le tradizioni e passione per il proprio lavoro: questi gli ingredienti alla base di questa vendita fatta di sguardi e di sorrisi in un’epoca in cui il commercio online rischia di travolgere mestieri che sono un concentrato di sapori e saperi. La voglia di portare avanti questa mansione di famiglia sta tutta nel volto di Greta, espressione di dolcezza mista a determinazione, che esclama:”Momento complicato perchè oltre alle difficoltà legate al calo delle vendite  per gli acquisti attraverso la grande distribuzione e alle piattaforme digitali, questioni che si cercano di affrontare attraverso un equilibrio tra gli aspetti del passato e quelli del futuro, c’è il problema legato alla pandemia: il virus sta creando enormi disagi, -sul punto, continua – La gente è disorientata, non è una normale crisi economica quella che stiamo attraversando: tutto questo oltre a comportare sfiducia tra i cittadini genera una sorta di apatia ed indifferenza – precisa – Lavorare senza componenti fondamentali quali il rapporto fiduciario con il cliente, il calore umano rende la situazione intricata”. Certo, periodo complesso che il viso soave della nostra interlocutrice cerca di stemperare:“Continuerò con l’entusiasmo di sempre a lavorare, credo che a lungo termine serviranno delle azioni sinergiche di istituzioni economiche e sociali per aiutare le piccole realtà come la mia, mi auguro le festività natalizie possano portare la giusta serenità per fronteggiare con uno spirito diverso i mesi che verranno”.

 

Ad un tratto, appare Damiano intento a preparare il croccante: un gustoso odore, pieno ed intenso come gli occhi di Greta, pervade la zona antistante il cantiere di Piazza Martiri. Fragranza che sa di buono, di memoria di un passato che nonostante tutto profuma di futuro e di vita…