Grazie Eusebio, per questi cinque anni a Sassuolo: la tua avventura all’ombra del Campanone cominciò ad inizio estate 2012 e si avvia alla conclusione in queste ore. Con i tuoi modi garbati ma diretti sei entrato nei cuori della città: elegante e soprattutto mai banale nella tua continua ricerca di stupire e sorprendere. Hai portato entusiasmo e calato l’intero movimento calcistico in una nuova dimensione: umile ma orgoglioso, riflessivo ed energico hai dato alla realtà Sassuolo una nuova immagine. Tanti i successi dei ragazzi neroverdi da te allenati: dal calcio cadetto alla meravigliosa avventura continentale, bravo come pochi a gestire tutto quanto ruotava intorno alla realtà sassolese del pallone. Le tue parole, sintomo dello spirito di un atleta pronto a confrontarsi per nuovi traguardi ma anche di una persona incline ad educare, a suggerire, a consigliare… Attorno a te è cresciuto un gruppo forte e compatto: tutto nasce dal desiderio di essere competitivi e da quella mentalità propositiva con la quale a poco a poco hai plasmato la tua creatura; nel Sassuolo c’è il dna del tuo credo calcistico, ecco la fantastica eredità lasciata al tuo successore. Il Sassuolo Calcio ha una nuova cultura calcistica data dalla consapevolezza di un percorso fatto di miglioramenti tecnici, tattici, societari ma soprattutto umani…Sassuolo respira l’aria di un calcio ambizioso: c’è qualcosa di insolito in città, un’identità sportiva del tutto particolare; sono tanti i motivi per dimostrarti riconoscenza. Lasci Sassuolo, la gente sassolese che ti ha difeso e coccolato come si fa con uno di famiglia affabile, disponibile. Sono stati anni di convivenza intensi, vissuti con estrema pienezza: non può bastare l’amore a tenerti qui, questione di motivazioni e di traguardi differenti. Adesso, che questa storia finisce rimangono tante immagini della tua presenza a Sassuolo: c’è un frammento di questa pellicola di ricordi in cui il Mapei scandì a gran voce il tuo nome durante l’era Malesani, tu eri lontano ma il calore e la passione dei tifosi imponevano la tua presenza gentile ma forte. Augurandoti il meglio per la tua carriera professionale, ti diciamo che mancherai a Sassuolo e che questo non è un addio ma un arrivederci: ciò significherebbe tornare a casa e provare a rivivere certe emozioni… Sassuolo non può dimenticare questi anni, la vittoria più bella della città sarebbe quella di aver colorato di neroverde il tuo cuore… A volte certe storie ritornano, buona fortuna e ricorda di conservare in fondo all’anima il desiderio di ritornare