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Il momento in casa Sassuolo è decisamente complicato, Benevento rappresenta l’ultima chiamata per Bucchi: la situazione merita chiarimenti. Certamente, il Sassuolo deve cambiare passo, 8 punti in 12 partite sono davvero un biglietto da visita poco incoraggiante: ci sono tanti “però” da considerare . Del valore del gruppo, decisamente inferiore rispetto al passato, si è già detto quindi è giunta l’ora della verità: la società e la squadra sono con Bucchi? Ci auguriamo la sosta possa riportare serenità in un gruppo che a livello di gestione dello spogliatoio fatica a trovare la giusta quadratura, le ambizioni societarie sono in conflitto con una realtà che vede il Sassuolo arrancare nei piani bassi della classifica: oltre ad un reparto avanzato sterile si somma l’incapacità di reagire, un gol subito finisce per diventare un ostacolo insormontabile e i ragazzi finiscono per essere vittime delle loro debolezze ed insicurezze. Bisognerà bilanciare aspettative e concrete possibilità di risollevarsi, un cambio di tecnico potrebbe dare il là ad una vigorosa ripresa?Cambiare in corsa non è mai semplice e ad onor del vero la squadra nelle ultime settimane è apparsa in crescita: segnali positivi a livello di gioco cancellati da errori individuali che finiscono per frenare ogni possibilità di ripartenza. Nelle ultime ore prende piede l’ipotesi Guidolin per sostituire Bucchi: il tecnico ex Udinese è un grande maestro di calcio che in quasi tre decenni di carriera ha raggiunto in provincia traguardi importanti e storici come la Coppa Italia a Vicenza. Sicuramente il tecnico veneto è un profilo di spessore, ma ci sono alcune questioni da analizzare. Guidolin è un allenatore capace di adeguare il gioco della sua squadra in base agli uomini a disposizione, ma la sua filosofia calcistica sembrerebbe troppo distante dall’organico neroverde. Secondo il mister di Castelfranco Veneto il calcio è una combinazione di forza fisica e movimento: il tutto ben espresso attraverso il 3-5-1-1 adottato in Friuli con un centrocampo formato da un vertice basso di qualità ma anche di qualità (Allan), due interni (Pinzi -Badu) e due esterni in grado di assicurare presenza e prestanza (Basta e Armero) abili a creare spazi più che a dribblare gli avversari favorendo così il gioco di Di Natale magistrale centravanti o le incursioni di Muriel, pendolino di raccordo tra centrocampo ed attacco. Detto questo, pensando alla rosa neroverde poco fisica e con una forza atletica ridotta(difficile pensare ad un Politano nei panni di Armero o ad un Matri in versione Di Natale), l’ipotesi Guidolin suggestiva e di grande impatto sembrerebbe distante dalla realtà tattica e non solo del pianeta Sassuolo. Oggettivamente certe caratteristiche organiche non possono essere cambiate: la leggerezza di Sensi e Politano non porterà mai alla fisicità di Basta, Armero o Badu…Questione di struttura













