Il nostro viaggio alla scoperta della vivibilità di alcune strisce municipali focalizzerà le proprie attenzioni nella zona a ridosso del direzionale “I Quadrati”. Precisiamo che la situazione rispetto ad un triste passato fatto di risse ed accoltellamenti sia sensibilmente evoluta e anche il mercato degli stupefacenti sia notevolmente calato; l’atmosfera legata alla sicurezza ed alla vigilanza è sicuramente migliorata ma ci sono dei distinguo da fare. Durante le ore diurne il territorio è controllato e presidiato da clienti ed avventori dei diversi esercizi, la sera questo angolo comunale si svuota diventando luogo di ritrovo per chi ha voglia di bere o fumare sostanze psicotrope. Con la primavera e con l’allungarsi delle ore di sole una commessa di un’attività commerciale qui presente ha meno paura di uscire a riprendere la propria auto dopo una giornata di lavoro:”Durante i mesi invernali il rischio di incorrere in qualche straniero malintenzionato c’è sempre, l’inverno appena passato ho evitato un incontro poco piacevole entrando in un negozio per sfuggire a ragazzi molesti e fastidiosi” -dice una giovane addetta-. Anche all’interno dei negozi del direzionale ci confermano come sia ravvisabile un cambiamento già da tempo e anche personale della “Comune del Parco di Braida”, associazione che si occupa della manutenzione e gestione del Parco Amico puntualizza i miglioramenti.” Non c’è più un problema di micro-criminalità, piuttosto qualcuno che eccede nel consumo di bevande alcoliche dando vita a gesti maleducati ma non violenti” precisano dal sodalizio. Il vero quesito è quello del recuperare e restituire alla città una fascia cittadina che ora appare dimenticata ed abbandonata; molti locali sono chiusi, ovunque tracce di trascuratezza e rinuncia. La nuova sede AVIS sembra davvero una cattedrale nel deserto in mezzo a spazi in disuso; le casse comunali non possono permettersi di dare nuova vita al settore municipale in questione, ma tenere una porta d’ingresso della città in questo stato sorprende. Senza addentrarci troppo nel rebus di quello che è stato un triste alveare della micro-criminalità, vale a dire l’abitato al civico 189 di via Circonvallazione, eredità scomoda e pesante di un passato che ancora fa male, intorno al Parco Amico molte cose hanno l’aria di essere state dimenticate. In questo settore della città la luce è spenta, chi sia stato non si sa, cosa importante è che per ora la ricostruzione sembra lontanissima; possiamo dire che si brancoli nel buio. Sassuolo va considerata nel suo complesso, si criticava la giunta Caselli perchè in un ipotetico gioco delle parti sembrava favorire la zona centrale del paese; non sappiamo se sia stato così, una cosa è certa ora Sassuolo è un malato agonizzante amputato di un arto sequestrato anni fa da un’immigrazione selvaggia condita da falsi moralismi, in questo senso tutto come prima con l’aggravante del tempo trascorso che ha acuito le criticità. Quando Sassuolo riavrà il suo quartiere, la cittadinanza merita di vivere tutte le aree comunali senza fantasmi o scheletri nell’armadio. Si dirà aree periferiche, anche se non è così; che dire del centro città somigliante in tutto e per tutto ad un campo minato, i dissesti stradali sono cosa ordinaria. Sta arrivando l’Expo: fate presto che è tardi… 

















