Uno striscione campeggia all’esterno del condominio al civico 189 di via Circonvallazione Nord-Est, testimonianza di un passato di degrado e criminalità che ha minato la vivibilità del quartiere Braida, prigioniero di un’illegalità tanto diffusa quanto spaventosa. Al momento, l’edificio è chiuso e nei prossimi mesi cominceranno i lavori per dare un nuovo volto alla zona. un progetto articolato ed edificante di rigenerazione urbana a tutto tondo, un intervento da oltre 5 milioni di euro che prevede la totale demolizione dell’edificio e la ricostruzione di spazi all’insegna della vivibilità.
A preoccupare i residenti del rione è il recupero del complesso “I Gerani”, qui i vertici comunali hanno in mente un iter di riqualificazione dell’edificio per offrire nuove soluzioni abitative alla forte richiesta di alloggi: opere per 4 milioni di euro atte a rendere la struttura agibile e funzionale. Un restyling, nelle idee dell’ attuale Amministrazione, gradevole e capace di integrarsi all’interno di questo settore cittadino in cui sono previsti altri cantieri: fronteggiare la crisi abitativa con una residenza moderna per supportare giovani coppie, famiglie fragili, lavoratori ed anziani; intenzioni più che interessanti, tutto deve fare i conti con chi ha pagato un prezzo altissimo in termini di libertà e per anni ostaggio di un’immigrazione selvaggia ed incontrollata. Le parole scritte sullo stendardo ironizzano su un futuro trasferimento del 189 all’area residenziale “I Gerani”, prevedendo il trasporto di quel pesante ed ingombrante fardello di risse, scontri ed attività illecite che ruotavano intorno a quell’alveare di micro-criminalità.
In circa 18 mesi sarà data nuova luce alla zona adiacente “I Gerani”, la sfida è complessa: comprensibili le paure di chi abbia vissuto anni tra coprifuoco e sentinelle, ma sicuramente il percorso di rigenerazione abbraccia temi sociali e culturali che guardano al domani cittadino: tutto questo, ben oltre Braida. Obiettivo ambizioso: in gioco c’è probabilmente la la credibilità politica di chi gestisce la città, sicuramente una scommessa per la Sassuolo che verrà. Senza i veleni faziosi legati a simboli o partiti, speriamo quanto programmato possa rappresentare un momento di crescita per l’intera cittadina: senza dimenticare ciò che è stato Braida ma senza fobie e gabbie quasi ancestrali a bloccare coraggio ed intraprendenza, elementi determinanti per svoltare













