Bisogna saper perdere, può capitare: la Sassuolo rossa sta cambiando travolta dall’onda verde del Capitano Salvini. Strumentalizzare polemiche sulla rimozione dello striscione pro Regeni oppure ora lanciare accuse contro la gestione politica municipale in merito al fallimento dell’azienda Martinelli Ettore ci pare un tantino eccessivo soprattutto perché interessa ambiti estranei per forma e contenuti a quelle che sono le competenze di un primo cittadino e del suo organico amministrativo. La verità è che lo scorso 26 maggio le urne hanno sancito la sconfitta comunale, ma non solo, senza se e senza ma del Partito Democratico, ora cercare attraverso sigle sindacali amiche o sodalizi compagni supporto pare poco funzionale. Criticare e demonizzare l’operato altrui, senza costruire non solo sembra sbagliato ma non è più possibile per chi ha perso il posto di comando…Tra pochi mesi appuntamento con i seggi per le Regionali: prima di vincere, ma soprattutto per fare ciò ed essere vincitore il Partitone dovrà dimostrare di aver imparato la lezione per i vinti… Questione di buone maniere ed abitudine, il gioco è cambiato: per chi solitamente va in fuga, inseguire diventa assai complicato.
A livello locale ci si è preoccupati dell’avversario: invece di cercare di capire il flop della visita di Calenda, per pochi intimi, si è avanzato il complotto per l’exploit di Salvini sotto al Campanone paventando fotografie ritoccate per far sembrare una piazza gremita per il leader leghista. Roba da matti: chi distrugge senza spirito propositivo è destinato a soccombere, evitiamo la caccia alle streghe di staliniana memoria…













