“Troppa ideologia ed eccessiva fiducia in strumenti che si rivelano inadatti a una vera ripresa”. Lo ha detto il consigliere regionale della Lega, Stefano Bargi, relatore di minoranza alla variazione al bilancio dell’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna per gli anni 2021-2023. “Notiamo – ha aggiunto l’esponente del Carroccio – un forte appiattimento sugli strumenti europei, malgrado il differenziale positivo netto tra benefici ed oneri, ciò che rischia di non produrre la pioggia di denaro che è stata annunciata. L’attenzione al gender e la rivoluzione verde rischiano di essere una rivoluzione per ricchi con costi sociali scaricati sulle fasce più deboli della popolazione. Le nostre proposte – ha aggiunto Bargi – hanno tentato, trovando in parte l’accoglimento della maggioranza che ha accettato una quindicina di nostri emendamenti, di puntare su questioni più dirimenti per il nostro tessuto produttivo e le famiglie. Abbiamo proposto misure per maggiore competitività e semplificazione per il nostro tessuto di PMI; strumenti a favore della sanità di prossimità, più vicina ai territori, specialmente periferici, dal momento che una casa della salute non sostituisce un ospedale come la pandemia Covid ci ha dimostrato”. Quanto poi all’offerta formativa e professionale l’esponente della Lega ha sottolineato la necessità che la Regione svolga un ruolo “maggiormente integrato con le esigenze e il mondo delle imprese. Abbiamo anche chiesto interventi per le infrastrutture per il rilancio dei territori, con particolare attenzione alla montagna, ma anche la bassa, territori spesso poco competitivi per l’assenza di assi viari fondamentali a servizio delle attività produttive. Infine – ha concluso il leghista Bargi – abbiamo poi proposto interventi a sostegno delle politiche attive per sostenere la famiglia intesa come unità base della società”.
Bilancio Regione Er, Bargi (LEGA): “Manovra dettata da ideologia, a rischio rilancio economico territorio”













