La notizia è arrivata in maniera sorprendente: esonerato Giuseppe Sannino e panchina biancorossa affidata nuovamente al tecnico della promozione Fabrizio Castori. Ritorna alla guida del Carpi l’artefice della meravigliosa scalata in serie A: il tecnico marchigiano riprende quel qualcosa che strane strategie societarie gli avevano tolto. Parlando di emozioni, è un ritorno a casa atteso: quel modo diretto tipico del tecnico della favola emiliana conquista ed appassiona, laddove c’è feeling con la tifoseria scattano dei meccanismi in grado di sopperire a carenze da un punto di vista tecnico. Nessuno crede che siano di colpo spariti i problemi del Carpi in merito al raggiungimento della salvezza, ma questo avvicendamento non solo è giusto ma anche utile. Prima di tutto si restituisce un mondo che l’ImmortAle si è conquistato e poi questo ritorno è un modo per ricreare entusiasmo e stimoli in un ambiente depresso per i risultati ma prima ancora per il gioco. Castori è un uomo che conosce il pianeta Carpi come pochi, questo può aiutare l’ambiente a ritrovare serenità; poi c’è l’amore di una città intera che identifica la fantastica cavalcata della scorsa stagione sportiva nel suo allenatore. Rapporto freddo quello con Sannino; da subito si è pensato ad un esonero di Castori legato a strani intrighi dirigenziali: non è assolutamente una questione di rispetto come invece ha precisato il figlio del tecnico partenopeo, bisogna analizzare la particolarità del momento tanto che la questione non è legata alla scelta Sannino quanto all’esonero di Castori .Non si può parlare di critiche esagerate nei confronti di Sannino, nessuno contesta impegno e professionalità ma questo lavoro ha prodotto poco. Con Sannino il Carpi ha conquistato 4 dei 6 punti in classifica, è vero, ma però bisognerebbe avere anche il coraggio di ammettere che il successo contro il Torino è arrivato in maniera quantomeno controversa. La dea bendata che contro i granata aveva fatto gli straordinari, forse ha scioperato negli ultimi minuti contro Bologna e Frosinone: la fortuna rimane un concetto aleatorio, meglio puntare su altre armi. In questo senso difendere ad oltranza non è bello e soprattutto pregiudica la fase offensiva: tutto questo per dire che senza spirito propositivo la difesa, sempre e comunque, è un aspetto discutibile. Certamente, prendere il posto di Castori nel cuore dei tifosi sarebbe stata impresa ardua per chiunque; diciamo che Sannino non ha fatto molto a livello comportamentale per farsi amare. Spesso nervoso il mister vesuviano, si è presentato come un comandante che ha messo da una parte la società e dall’altra il vero cuore pulsante del Carpi, ovvero la sua gente: diverse volte Sannino ha agito in maniera autoritaria, confondendo l’impegno e la voglia di fare con la spinta propulsiva e il giocare in maniera aggressiva. Non mettiamo in dubbio abnegazione e sacrificio, ma al di là delle buone intenzioni poco o nulla; per il contributo dato alla causa biancorossa salutiamo Sannino nella speranza i punti conquistati dall’allenatore napoletano possano diventare decisivi per la salvezza del Carpi. Bentornato a casa mister Castori…













