Esprime “profonda tristezza” e chiede all’assessore Venturi di “fare un passo indietro” sulla chiusura dei punti nascita. Stefano Bargi, consigliere regionale della Lega Nord, commenta il caso del bambino morto in seguito al parto di una mamma, residente a Pavullo, che è stata trasportata a Sassuolo dopo un malore. “Purtroppo – sottolinea il consigliere – abbiamo avuto subito la dimostrazione di quanto strutture che garantiscano i servizi di prossimità siano fondamentali: soprattutto in ambito sanitario e in zone, come quelle montane, già penalizzate dalla collocazione geografica e dalle conseguenti difficoltà logistiche”. Per questo, “chiedo all’assessore Venturi di valutare un cambio di rotta sui punti nascite. Sono stati chiusi – prosegue Bargi – assecondando presunti standard di sicurezza che solo un determinato numero di parti all’anno garantirebbe. Tuttavia, evidenzio due dati. Primo, l’ospedale di Pavullo ha fatto registrare negli anni una percentuale molto bassa, nettamente inferiore alla media nazionale, di tagli cesarei nel trattamento dei parti, questo sì un inequivocabile parametro di alta qualità dell’offerta sanitaria. Secondo, la tempestività, come noto, è un fattore chiave della medicina d’urgenza: i servizi di prossimità, come quello di Pavullo, sono a maggior ragione indispensabili. Ecco perché è opportuno un passo indietro sulla chiusura dei punti nascite. Gli investimenti necessari a tenerli aperti – chiude il consigliere della Lega Nord – possono essere finanziati con maggiori efficienze in altri settori. L’esempio più eclatante è quello delle fusioni: da tempo, evidenziamo quanto su Policlinico e Baggiovara il percorso in questo senso sia di fatto bloccato”.

Ufficio Stampa Gruppo Assembleare Lega Nord Emilia Romagna

Il sottoscritto Consigliere Regionale Lega Nord Emilia e Romagna
Stefano Bargi

Premesso che
Come appreso dagli organi di stampa, domenica scorsa si è registrata una tragedia all’ospedale di Sassuolo (MO): un neonato è morto, stando a quanto viene riportato, un’ora dopo la nascita e a nulla sono valsi i tentativi dei sanitari di salvarlo.

La madre, una donna di 35 anni di Pavullo (MO) – dove nonostante le numerose polemiche è stato recentemente chiuso il centro nascite – , alla 37/a settimana della sua seconda gravidanza, era stata trasportata in ambulanza all’ospedale di Sassuolo a causa di un sospetto distacco di placenta.

Considerato che
Non solo Pavullo ma tutta la zona dell’Appennino modenese si trova costretta a rivolgersi all’Ospedale di Sassuolo nei casi di emergenza per i nuovi nascituri.

INTERROGA LA GIUNTA REGIONALE PER SAPERE
Se quanto sopra esposto corrisponda al vero.

L’esatta ricostruzione della vicenda descritta in premessa e le cause che hanno portato al decesso del neonato presso l’Ospedale di Sassuolo.

Se e quali iniziative intenda intraprendere per evitare in futuro il ripetersi di simili episodi.

Consigliere regionale Lega Nord Emilia e Romagna
Stefano Bargi