
La disprassia è una malattia rara che può comportare disturbi motori e verbali, ma la Regione Emilia Romagna tuttora non la ‘riconosce’, costringendo di fatto le famiglie a rivolgersi a strutture private per curare i loro bambini. Lo sottolinea il consigliere della Lega Nord Stefano Bargi, che a riguardo ha depositato un’interrogazione all’assemblea legislativa. “Durante un convegno dal titolo emblematico, ‘Disprassia: una nuova compagna di classe’, – spiega il consigliere del Carroccio – è emerso come una famiglia emiliana, per avere una certificazione si sia dovuta recare fuori regione, dove è stata diagnosticata una grave forma di disprassia verbale. Ma non è stata la fine dei problemi, perché quando i genitori si sono presentati alla Ausl e alla scuola del figlio per avviare percorsi terapeutici e di affiancamento”, hanno dovuto fare i conti con una dura realtà: “In tutte le Ausl emiliano romagnole – evidenzia Bargi – non esistono logopedisti certificati e i costi sono molto alti”. Tradotto, è necessario rivolgersi a strutture private. “Che naturalmente non tutte le famiglie possono permettersi. Da questo la necessità che la Regione la riconosca, inserendola nei protocolli Ausl. La Giunta Bonaccini – chiude il consigliere – decanta virtù ed efficienza della nostra sanità: anche questo intervento sarebbe un modo per dimostrarle veramente”.
Ufficio Stampa Lega Nord Emilia Romagna













