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Il gruppo consigliare della Lega Nord chiede alla Regione di mettere ordine nel caos che regna nell’assegnazione dei tesserini per la raccolta di funghi; distribuiti da diversi enti sul territorio, con condizioni economiche diversificate, in un groviglio di difficile soluzione. Fermo restando che la raccolta di funghi deve continuare ad avvenire nella massima tutela delle specie epigee e, possibilmente, agevolando l’ottenimento dei permessi dei cittadini residenti delle varie zone dove è più diffusa questa pratica. «La legge regionale numero 6 del 1996 – spiega Stefano Bargi, primo firmatario di un’interrogazione presentata dal gruppo consigliare della Lega Nord in Regione, sottoscritta anche da Massimiliano Pompignoli e Marco Pettazzoni –disciplina ormai da quasi vent’anni la raccolta e la commercializzazione dei funghi epigei e spontanei sul territorio regionale.» La legge assegna a comuni, comunità montane ed enti gestori dei luoghi adibiti a parco la disciplina della materia. Per la cronaca, per la raccolta dei funghi, occorre essere in possesso di un tesserino di validità variabile (da quello giornaliero a quello semestrale). I limiti di questo sistema sono l’ampia discrezionalità lasciata ai territori sulla materia (anche per il costo del tesserino) e gli scarsi controlli, per cui la gran parte dei raccoglitori di funghi non è munita di tesserino, ed adopera contenitori per la raccolta che impediscono ai funghi di liberare le spore e, quindi, di garantire la continuità della presenza della specie. Basterebbe seguire l’esempio delle regioni vicine, fa notare la Lega, «istituendo un tesserino unico e gratuito regionale, omologando situazioni molto diverse – fa notare il gruppo consigliare della Ln – anche per creare un veicolo di attrazione turistica per l’Appennino. Magari rendendo possibile scaricare questo tesserino online, assieme ad un’informativa sulle corrette modalità di raccolta dei funghi» La Lega, inoltre, chiede alla Regione lumi anche dal punto di vista dei conti, per capire «a quanto ammonti e a quali enti sia destinato l’ammontare della vendita dei tesserini, nel corso del 2014, data anche la contemporanea cessazione delle Province