
“Se è vero che il Sistema-Modena è campione nell’export è anche vero che senza politiche volte al rilancio dei consumi interni, sia i dati sulla produzione che quelli sull’occupazione continueranno a procedere col freno a mano tirato anche nei prossimi trimestri”. Il capogruppo della Lega Emilia-Romagna, Stefano Bargi, commenta così i dati della rilevazione della Camera di commercio di Modena, secondo i quali “a dicembre si prevedono 3.710 assunzioni, con un calo del 23% rispetto a novembre, e anche il numero di imprese che dice di voler assumere scende proporzionalmente (-17,6%). Se anche a livello regionale si registra una decrescita molto marcata (-17%), arrivando a 20.500 ingressi, mentre nel totale nazionale la discesa si ferma al -5,6%, con 301.000 assunzioni, la variazione tendenziale modenese sul trimestre dicembre 2019- febbraio 2020 mostra un calo del 9,9%”.
“Si tratta di dati preoccupanti, dai quali emerge il declino del Made in Modena e, più in generale del Sistema Emilia, terra ricca di imprenditori, e in particolare di piccole e medie imprese d’eccellenza che, nonostante la crisi iniziata nel 2008 hanno continuato a investire per contrastare, da una parte la congiuntura internazionale negativa, dall’altra le politiche fiscali oppressive (targate Pd). Ma a tutto c’è un limite ed ora è arrivato il momento di un cambio di passo radicale – avverte spiega l’esponnete del Carroccio -: non possiamo più lasciare da sole le imprese, ma occorre accompagnarle nel loro percorso di crescita. Ecco perché nel programma della Lega intendiamo puntare forte su politiche capaci di attrarre investimenti verso il nostro territorio e contrastare la delocalizzazione della produzione. Solo così, rilanciano produzione e occupazione interna, riusciremo a rimettere in piedi, attraverso un circolo virtuoso, i consumi interni. Tuttavia, per garantire questo cambio di passo è necessario rivedere i criteri di accesso ai finanziamenti favorendo la meritocrazia, e agevolare chi realmente investe sull’innovazione, come motore economico della Regione”.
“Oggi sempre più realtà imprenditoriali ci chiedono di approfondire il rapporto tra azienda e scuola, formando i giovani alle competenze richieste dal mercato. Infine, un tema che mi sta molto a cuore e sul quale si giocherà il futuro del Sistema Emilia, è quello dell’internazionalizzazione. Un passaggio obbligato per le nostre imprese che vogliono rimanere competitive sul mercato globale. Un passaggio obbligato che non può prescindere da un ruolo attivo della Regione (che andrà al voto il prossimo 26 gennaio), che deve accompagnare e sostenere le nostre eccellenze sui mercati mondiali” conclude Bargi.













