
“Bucchi non si tocca”. Chiaro e diretto il diktat societario, il Sassuolo crede nel nuovo allenatore, ma ci sono degli aspetti che devono essere analizzati per inquadrare meglio una situazione difficile nelle prestazioni e disastrosa parlando di risultati. Diciamo subito che il Sassuolo ha le potenzialità per reagire e rialzarsi, pur considerando tutti i problemi del momento rimangono almeno 3-4 formazioni decisamente inferiori per caratura tecnica quindi la permanenza nel massimo campionato non sembrerebbe a rischio. Parlare di club ambizioso e costruirsi delle aspettative in merito alla stagione attuale parlando di questo Sassuolo risulta essere tanto sbagliato quanto fuorviante. Il gruppo a disposizione di Bucchi si è indebolito, ma soprattutto a partenze importanti non si è replicato con arrivi di spessore: cosa da considerare è che non siano a disposizione del nuovo allenatore neroverde calciatori in grado di dar vita ad un 3-5-2 funzionale. Nuovo impianto di gioco e diversa filosofia calcistica con una rosa che ha una propria identità forgiata e plasmata dalle idee e dagli schemi di Di Francesco.Non può essere solo una questione di tempo, speriamo di sbagliare, c’è un problema quasi naturale ad assorbire certi movimenti e certi tatticismi: la squadra inizia col piglio giusto le partite poi si perde dimostrando evidenti limiti strutturali. La retroguardia diventa vulnerabile, il centrocampo perso Pellegrini non ha attualmente la forza per arginare le offensive avversarie e spingere, mancano le incursioni da dietro fondamentali con questo sistema tattico. Si è sempre detto che il Sassuolo attuale è più libero da schemi e impostazioni tattiche rispetto a quello di Difra: tutto ciò è verissimo, ma c’è il rischio che la questione possa diventare una sorta di anarchia con i diversi interpreti a recitare un copione lontano da ogni schema creando confusione e giocate poco concrete. C’è una questione da comprendere: Bucchi dice di avere il polso della situazione, ma resta l’impressione che qualcuno non abbia digerito certe impostazioni tattiche e sia un corpo estraneo al giocattolo Sassuolo ; discorso calcistico a parte, rimane il dubbio che certe diatribe interne allo spogliatoio possano creare qualche malumore. E’ il momento di fare quadrato, i senatori devono aiutare Bucchi ad uscire da questo momento delicato: questione di peso e sostenibilità del gruppo storico. Lasciare Politano fuori rimane un problema da considerare alla luce di un attacco sterile: Berardi per il momento non è un attaccante completo e pensarlo in un attacco a 2 rimane qualcosa di innaturale, le due possibili spalle Falcinelli e Matri non hanno nel loro DNA la possibilità di essere funzionali a questo tipo di schieramento. Servirà qualche accorgimento tattico per coinvolgere maggiormente Berardi e farlo entrare nel vivo della partita, “Mimmo” e Politano rimangono i maggiori talenti a disposizione. L’attacco è abulico, bisogna provare a rivitalizzarlo: serve coraggio, perché la fortuna aiuta gli audaci; serve maggiore propensione offensiva: si dirà che il Sassuolo sia questo, però almeno provare a muovere qualche pedina…













