Aumento biglietti Trenitalia Tper, Patto per il Nord Emilia all’attacco:
«Governo e Regione spremono i pendolari: il Nord non è più disposto a pagare».
 
L’aumento delle tariffe dei biglietti dei treni regionali gestiti da Trenitalia Tper rappresenta l’ennesima presa in giro ai danni dei pendolari e dei lavoratori del Nord.
Regione Emilia-Romagna e Governo nazionale continuano a raccontare la favola degli “adeguamenti necessari”, mentre scaricano sistematicamente i loro fallimenti sulle stesse identiche persone.
«Da anni sentiamo la stessa storia: si aumenta oggi promettendo miglioramenti domani.
Peccato che domani non arrivi mai», dichiara Ghelfi Riad, segretario regionale di Patto per il Nord Emilia.
Ritardi cronici, corse cancellate, materiale rotabile inadeguato e pendolari trattati come cittadini di serie B: questa è la realtà quotidiana del trasporto ferroviario regionale.
E la risposta di Regione e Governo qual è? Far pagare di più chi usa il treno per lavorare.
«Siamo arrivati al paradosso: pagare per andare a lavorare sta diventando un lusso.
Il Nord produce, lavora, paga tasse altissime e in cambio riceve servizi sempre peggiori.
Ogni volta che i conti non tornano, si va a mettere le mani nelle tasche dei pendolari», prosegue Ghelfi.
Patto per il Nord Emilia denuncia un sistema profondamente ingiusto, in cui il Nord viene considerato soltanto una mucca da mungere, utile a coprire sprechi, inefficienze e scelte politiche sbagliate.
«Il Governo trova miliardi per tutto, tranne che per garantire un servizio dignitoso a chi lavora.
La Regione parla di sostenibilità e mobilità pubblica, ma poi punisce proprio chi sceglie il treno.
Così si allontanano i cittadini dal trasporto pubblico e si alimenta solo rabbia sociale», conclude Ghelfi.
I pendolari non sono un bancomat.
Il Nord è stanco di pagare senza ricevere nulla in cambio.
Prima si garantiscano puntualità, sicurezza e rispetto. Il resto sono solo scuse