In campionato l’Inter evoca fantasmi alla truppa neroverde, targata Di Francesco:all’andata lo scorso anno il Sassuolo subì una pesante sconfitta casalinga mentre al ritorno l’allenatore abruzzese era fermo ai box e guardava da lontano i suoi ragazzi per via dell’era Malesani. Pensandoci bene da quelle sconfitte ha preso forza e vigore lo spirito combattivo e la tenacia di Difra; da quei momenti è emerso un mister ancora più motivato, certo perdere fa male comunque come ricorda spesso il diretto interessato ma alcune sconfitte possono risultare salutari…eusebio
Ci sono persone che attraverso dei gesti concreti fanno in modo che diventi automatico associarli al nome di un prodotto o di un’azienda; ebbene quando pensi a Eusebio Di Francesco ti viene spontaneo il riferimento al Sassuolo inteso come gruppo o come lo stesso condottiero neroverde disse al ritorno dall’esonero:”Torno a casa, questa è la mia famiglia”.Sono trascorsi poco più di due anni da quando il tecnico pescarese arrivò a Sassuolo, di cose ne sono accadute tante: lui ha guidato il club di Piazza Risorgimento alla storica promozione in serie A e con lui in panchina la squadra ha ottenuto un’entusiasmante salvezza. Equilibrato e di poche parole il pubblico intonava il suo nome mentre la squadra sprofondava sempre più giù in classifica durante il suo “esilio”, questa è l’immagine che fa da sfondo a un rapporto con la tifoseria che nel tempo si è consolidato;Eusebio è una persona che non ha un grande peso mediatico come alcuni suoi colleghi , ma una cosa terribilmente vera lo contraddistingue: la sua assenza si avverte, ci si accorge di quanto questo profondo conoscitore del pianeta calcio sia prezioso nel momento in cui è lontano. Come dire, Difra e l’ambiente Sassuolo sembrano essere un’unica entità: il binomio sembra perfetto, allora, non si può amare il Sassuolo calcio senza avere parole di stima e ammirazione verso un uomo che in tutte le situazioni ci ha sempre messo la faccia anche nei momenti di maggiore delusione a livello sportivo. Con la solita compostezza di sempre ha affrontato taccuini e microfoni dopo la debacle interna contro l’Inter la scorsa stagione; voglia di vincere e grinta sono rimaste quelle di sempre tanto che è arrivata la permanenza nel massimo torneo calcistico nazionale. La vendetta “sportiva “ è un piatto che va servito freddo, allora tanti auguri e buon semifreddo caro Eusebio