“La Regione Emilia-Romagna intende attivarsi in prima persona e in tutte le sedi istituzionali competenti per risarcire coloro che sono stati colpiti dall’improvvisa e forte ondata di maltempo che si è abbattuta nei giorni scorsi sia sull’Appennino modenese che su altri territori regionali?“. E’ quanto chiderà domani, nel corso dell’assise dell’Assemblea legislativa della Regione, il consigliere regionale modenese della Lega, Stefano Bargi.

La grandine ha investito in particolare i Comuni dell’Appennino modenese come Montefiorino, Palagano e Frassinoro, mentre si sono verificati pesanti allagamenti a Pavullo e Serramazzoni. 

“Lo scorso 7 luglio – spiega il leghista – un violento temporale, accompagnato da forte vento e grandine, ha investito la pianura modenese, n particolare i Comuni dell’Appennino modenese come Montefiorino, Palagano e Frassinoro, mentre si sono verificati pesanti allagamenti a Pavullo e Serramazzoni. Ebbene tale ondata di maltempo ho provocato perdite irreversibili alle coltivazioni nei campi proprio alla vigilia della raccolta, mandando di fatto in fumo un intero anno di lavoro. Secondo le prime stime di Coldiretti Modena, si aggira sul 50% il danno sui vigneti nella zona di Savignano, Vignola e Castelvetro dove le piante hanno perso le foglie, i grappoli nelle prime fasi di accrescimento, oltre a rami spezzati. Al danno diretto dovuto al distacco degli acini, i grappoli colpiti risultano più sensibili allo sviluppo di malattie con conseguenze sulla futura produzione. Più grave la situazione in Appennino dove – sempre secondo Coldiretti Modena – “i chicchi di grandine, caduti con dimensioni anche più grandi una noce, hanno procurato danni alle coltivazioni e alle strutture. A Serramazzoni a farne le spese sono stati i tetti delle stalle che, in taluni casi, sono stati letteralmente perforati dalla grandine. A Palagano” – secondo la conta dei danni di Coldiretti – è stato praticamente annientata, tra le altre, la coltivazione di grano dell’azienda Il Monte di Andrea Ferrarini che produce grani antichi che lavora nel mulino a pietra per ottenere farine e altri prodotti. Ovunque in Appennino si segnalano poi smottamenti e ruscellamenti che imporranno lavori di ripristino dei terreni e delle scoline. Da qui la necessità di un intervento diretto della Regione” conclude Bargi.