Il Vice Presidente della settima commissione Avv. Enrico Aimi, membro laico del Consiglio Superiore della Magistratura, interviene a seguito dell’approvazione da parte del Plenum della Relazione sulla situazione dell’ applicativo del Processo Penale Telematico, in vigore dal 1 gennaio 2025.
Afferma Aimi: “Dai toni di alcuni interventi dei consiglieri togati emerge più una critica al ministero che alla riforma. Vista la mia pregressa esperienza politica comprendo le ragioni di chi si dibatte oggi nel bel mezzo della campagna elettorale per il rinnovo dei vertici dell’ANM: i toni vengono enfatizzati, i problemi ingigantiti e a farne le spese è sovente la verità o meglio ancora la realtà dei fatti. Credo invece che noi dovremmo responsabilmente cercare di evitare, in tutti i modi, lo scontro istituzionale”.
E prosegue: “Questo Esecutivo si è trovato a dover accettare un’eredità senza beneficio d’inventario e si è dovuto mettere alla guida di un treno in corsa, lanciato a 300 orari, e ne ha evitato il deragliamento. Uno sforzo enorme degli apparati ministeriali che stanno cercando di non perdere le risorse del PNRR e tutto ciò nell’interesse della Giustizia, e se mi permettete, dell’Italia e degli italiani”. Infine, Aimi conclude: “L’applicativo, in questo momento, non sta funzionando alla perfezione ma sta funzionando, grazie anche a tutti gli accorgimenti necessari messi in campo, giorno dopo giorno, con uno sforzo non comune.  È naturale che l’App, come ogni macchina, potrà funzionare a pieno regime solo dopo un effettivo periodo di rodaggio.  Il Ministero ha rinviato tutto ciò che si poteva, ma non si poteva rinviare in blocco, pena la perdita dei fondi europei del PNRR.  Dobbiamo renderci conto che siamo di fronte ad equilibri difficilissimi da mantenere. Mi dispiace che questa delibera abbia un impianto così fortemente critico e ingeneroso ed è per queste ragioni che esprimerò il mio voto contrario”