Il confronto tra le parti in causa si fa sempre più acceso, la scintilla che ha fatto divampare il fuoco delle polemiche è il volantino che annuncia l’inaugurazione del Centro Polifunzionale. Si è parlato molto di scambi interculturali, con tanto di proposte ed eventi dedicati a tutti, senza distinzione di sesso, etnia o religione, dell’imminente apertura non si è accennato minimamente durante l’incontro a Braida: semplice dimenticanza o voglia di separare e limitare in due schieramenti, favorevoli da una parte e contrari dall’altra, alla nuova ubicazione? La mancanza di trasparenza rischia di fare naufragare un dialogo sereno e sincero tra cittadinanza ed islamici a livello locale, un confronto reso difficile da un passato complicato per il rione, incatenato da politiche sbagliate legate all’accoglienza degli stranieri. Qualcuno dirà che gli islamici siano a tutti gli effetti italiani, niente da obiettare, ma non basta sentirsi italiani per esserlo, paventando dei diritti sui quali non voglio addentrarmi e che aprono il campo a discorsi etici, sociali e politici, complicati. Un punto va ricordato, ci sono dei doveri: laddove non ci sia il riconoscimento dello Stato italiano, nessuna intesa può essere siglata con gli islamici: questa è la legge, piaccia o meno. Intanto qualcuno sarcasticamente fa notare al primo cittadino Matteo Mesini la dimenticanza sulla data dell’inaugurazione della struttura islamica, lui rappresentante della comunità sassolese in toto non avrebbe dovuto scordarsi di comunicare l’apertura o almeno uno dei diversi italiani pro MOSCHEA, che hanno sfilato in passerella supportando i fedeli islamici, poteva ricordare il battesimo del Centro Polifunzionale. Rischio di una frattura, sempre più evidente: si dice di essere un UNICO NOI, poi si agisce come un corpo a sé stante sul sentiero di una divisione tanto netta quanto dolorosa
FOTO SLIDE: Il volantino che ha suscitato polemiche
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“L’incontro di Braida sulla moschea ha rivelato un dato preoccupante: Sassuolo manca di una visione politica. L’amministrazione lascia che siano singoli gruppi a decidere il futuro della città, senza un piano urbanistico chiaro.Questa mancanza di guida si traduce in incertezza per cittadini e imprese, che aspettano regole chiare.

Invece di guidare, l’amministrazione si piega alla paura di perdere consenso, lasciando la città senza una direzione.
È il segno di una crisi politica profonda; Sassuolo merita un’amministrazione capace di guidare con coraggio e trasparenza e non preoccupata solo della ricerca del consenso”.
Questo il post di Alessandro Lucenti, esponente cittadino di Fratelli d’Italia che non vuole vengano fatte altre concessioni; lo stesso consigliere municipale chiede chiarezza, un nuovo insediamento islamico presso I Quadrati genererebbe caos e alimenterebbe paure .













