Molte le telefonate da parte di famiglie in difficoltà i cui componenti vorrebbero stare a casa in via prudenziale per tutelare la loro salute, quella dei loro cari e della collettività, ma non se lo possono fare perché non si possono permettere di perdere 2 o più settimane di lavoro perché senza quelle entrate non sarebbero in grado di fare fronte agli impegni economici famigliari.
Da qui un grido di aiuto: c’è bisogno di sospendere il pagamento delle bollette di luce gas acqua e telefono, delle rate dei mutui e dei prestiti, dei canoni di locazione sia residenziali che commerciali per chi è a casa senza ammortizzatori sociali, e per i locali soggetti a limitazioni, per almeno 90 / 120 giorni, ipotizzando di spalmare le somme sospese nei successivi 270 / 300 giorni. I Comuni devono applicare lo stesso principio su tutte le tasse locali.
Basta con il far finta di nulla, stare a casa con lo stipendio che arriva puntualmente in banca è un sacrifico, stare a casa senza guadagnare nulla, ti impedisce di vivere.
Pensiamo prima ad uscire da questa emergenza virus stando tutti a casa (salvo ovviamente i servizi vitali che, peraltro, senza gente in giro, opererebbero con maggiore sicurezza), poi penseremo al dio denaro