
ntervenire subito per tutelare la qualità dell’ambiente, la salubrità del corso d’acqua e degli abitati lungo il Torrente Cogorno e il Torrente Rossenna minacciati dal periodico ripetersi di scarichi non controllati dal Depuratore di Pavullo nel Frignano, nel modenese'”.
Lo chiede, con una interrogazione alla Giunta Bonaccini regionale il consigliere regionale della Lega, Stefano Bargi, che ha sollevato il caso assieme alla consigliera provinciale della Lega, Simona Magnani. Bargi e Magnani ricordano che le segnalazioni pervenute ad ARPAE in questi ultimi anni dai residenti in relazione ai citati corsi d’acqua, lamentando il passaggio di pesanti portate caratterizzate da inconfondibile fetore fognario, la presenza di schiume anomale nel corso d’acqua, residui di depositi maleodoranti sul fondo a seguito del passaggio delle piene. L’ultima segnalazione è del 9 settembre scorso, quando i cittadini della località di Gombola di Polinago (MO) hanno denunciato l’ennesimo passaggio di una “piena con le evidenti tracce di un anomalo sversamento proveniente da monte”.Ma il problema è noto fin dal 2012, tanto che nel piano degli interventi di adeguamento del Sistema Idrico Integrato del 2014 si fa riferimento alla necessità di un “raddoppio del depuratore di Pavullo” per un importo di 2.150.000 euro. “La conferma di questo intervento – denuncia Bargi – compare nella programmazione fino all’annualità 2015 per un importo progettuale definito di 2.150.000 euro. Ma a partire dal piano del 2016 l’intervento programmato al Depuratore di Pavullo è eliminato dall’elenco”. “Nel 2012 – ha aggiunto Simona Magnani – con l’allora amministrazione di centro destra di Polinago, la priorità di un intervento risolutivo sul depuratore era stata concretizzata con la messa a programmazione di un intervento di raddoppio del depuratore che avrebbe consentito il trattamento anche delle maggiori portate entranti durante gli eventi meteorici. Non si capisce perché tale priorità sia stata abbandonata dal 2016 e perché ancora si sia risolto nulla. C’è bisogno di concretezza anche nel rispetto di chi vive lungo i T. Cogorno e Rossenna e che da decenni soffre vedendo giorno dopo giorno l’ambiente fluviale sopperire a questa inerzia”, conclude Magnani. Secondo il consigliere regionale della Lega Bargi “la stessa Arpae, nell’ambito delle svariate verifiche effettuate sul campo, ha detto che il fattore scatenante, qualora non riconducibile a sversamenti di liquame zootecnico, è stato identificato nel depuratore dei reflui urbani dell’Abitato di Pavullo che a seguito di malfunzionamenti, guasti oppure in seguito a particolari eventi di pioggia, scarica reflui misti non adeguatamente trattati”. Bargi, nell’atto ispettivo, rileva che “la qualità delle acque superficiali del Torrente Cogorno ha registrato una qualità biologica in via di peggioramento, passando da uno stato ecologico “buono” a “non buono” nell’ultimo Report ARPAE disponibile e relativo al triennio 2014-2016.”. Il consigliere del Carroccio chiede quindi alla Giunta Bonaccini “quanti eventi di malfunzionamento del sistema impiantistico di depurazione dei reflui misti convogliati dalla rete fognaria dell’abitato di Pavullo si siano verificati causando lo sversamento anomalo di portate di acqua non adeguatamente trattate al Torrente Cogorno; se sono state campionate le acque nello scarico dell’impianto di depurazione e se la loro caratterizzazione analitica abbia rispettato i limiti di legge; perché gli interventi di “adeguamento e/o raddoppio” del depuratore di Pavullo, come descritti e programmati nel Piano degli Interventi di ATERSIR, a partire dal 2016 gli stessi siano stati eliminati dalla programmazione”. Bargi intende chiarire se l’impianto di depurazione a servizio dell’abitato di Pavullo sia “adeguatamente dimensionato rispetto alla portata influente dei reflui misti che in esso ad oggi confluiscono, valutate nelle condizioni progettuali e di evento meteorico critico fissate dalla vigente normativa e consenta di rispettare allo scarico i limiti analitici fissati dall’autorizzazione e dalle normative vigenti”.













