SASSUOLO-MILAN 0-3
Sassuolo: Consigli (dal 35′ Satalino); Muldur; Ferrari (dal 35′ st Peluso); Ayhan; Kyriakopoulos; Lopez (dal 1′ st Magnanelli); Matheus; Frattesi (14′ st Traore); Berardi (dal 22′ st Defrel); Scamacca; Raspadori. A disposizione: Satalino; Pegolo; Manganelli; Rogerio; Djuricic; Ciervo; Peluso; Ceide; Chiriches; Traore; Tressoldi; Defrel. All. Dionisi
Milan: Maignan; Calabria; Tomor (dal 35′ st Romagnoli); Kalulu; Theo Hernandez; Tonali (dal 1′ st Bennacer); Kessie; Saelemaekers (dal 35′ st Florenzi); Krunic (dal 26′ st Diaz); Leao; Giroud (dal 26′ st Ibrahimovic). A disposizione: Tatarusanu; Mirante; Bennacer; Ballo Toure; Brahim Diaz; Ibrahimovic; Rebic; Romagnoli; Florenzi; Messias; Bakayoko; Gabbia. All. Pioli
Reti: 17′, 32 pt Giroud (Mil), 35′ pt Kessie (Mil)
Ammoniti: 34′ PT Tonali (Mil), 37′ PT Lopez (Sas), 8′ st Kyriakopoulos (Sas)
Il Milan vince senza troppe difficoltà la sfida del Mapei Stadium e conquista lo Scudetto a 11 anni dall’ultimo titolo di Campione d’Italia. Tre gol di scarto, ma il passivo poteva essere di gran lunga più ampioNon si vogliono sminuire i meriti della formazione rossonera, che nell’arco della stagione ha vinto grazie ad una caparbietà che unita alle mancanze delle pretendenti al titolo è risultata determinante, ma la gara andata in scena si può definire grottesca a dir poco. Neroverdi assenti, già in vacanza e nessuno può sostenere la giustificazione delle motivazioni: Sassuolo in balia del Milan e completamente travolto, ed impacciato di fronte alla marea rossonera che ha invaso Reggio Emilia. Squadra impotente e titubante, frastornata dalla pressione di un Diavolo che voleva e doveva far suo lo Scudetto; perdere contro il collettivo rossonero ci può stare, ma in questo modo no. Sassuolo assente, più che svogliato oserei dire rinunciatario: sì i neroverdi hanno venduto l’anima al Diavolo, i tre gol incassati sono reti che per onestà intellettuale non si possono subire in serie A. Sottolineiamo che per il percorso fatto il Milan si sia guadagnato sul campo il titolo conquistato, ma oggi ha trovato di fronte una sorta di amante compiacente a soddisfare la voglia rossonera di trionfare. Fare il proprio dovere ripaga sempre, possiamo capire l’importanza del match per gli ospiti ma allora perché riempire l’attesa con false promesse assicurando il desiderio di prevalere sull’avversario? In questo senso, tante storie e tanti proclami per poi soccombere come un gregge impaurito. Il Milan avrebbe vinto ugualmente, questo non è dato saperlo, ma almeno cercare di onorare al meglio l’impegno con una prestazione dignitosa: complimenti al Milan, ma un Sassuolo così tramortito come una sorta di pugile suonato non si vedeva dai tempi degli esordi in serie A. Gloria al Milan, ma il Sassuolo rimane stritolato a livello di immagine societaria dagli ingranaggi di un congegno atto ad esaltare la cavalcata rossonera giustamente vincente: oggi al posto del calcio champagne o di un gioco frizzante il Sassuolo sembrava in preda ai fumi dell’alcol tra scivoloni ed interventi goffi. Ad una certa risonanza mediatica deve corrispondere almeno il tentativo di tentare di mettere in pratica quanto detto, altrimenti la credibilità va a farsi benedire; si potrebbe salire sul carro dei vincitori, un modo per edulcorare la sconfitta, ma allora al Sassuolo si perdonerebbe il fatto di non essere sceso in campo. Forse questo è il calcio, così va la vita: bisogna accettare, ma un lavoratore deve sempre svolgere bene la propria mansione…. Un operaio viene richiamato all’ordine per molto meno, questa è la verità. Tutto già scritto, così è se vi pare













