Le strategie per il futuro dell’industria ceramica italiana sono strettamente legate alle politiche energetiche: in questo senso i costi di produzione per le aziende nazionali sono di gran lunga superiori ai concorrenti stranieri, tutto questo determina una massiccia riduzione nella competitività e nella produzione. Michele de Pascale, presidente della Regione Emilia Romagna, incalza:” Situazione insostenibile, nonostante siano state messe in campo ingenti risorse per ridurre l’impatto ambientale – aggiunge – Questa disparità di trattamento è difficile da comprendere, il comparto merita sostegno e non va penalizzato – precisa -A ottobre porteremo in Europa un dibattito, ciò perché all’interno del sistema Ets venga definita una norma ad hoc per la ceramica italiana”. A proposito del sistema relativo alle emissioni, duro l’affondo di Adolfo Urso,  ministro delle Imprese e del Made in Italy:” Quello relativo al sistema Ets è un meccanismo infernale, da rivedere immediatamente attraverso interventi incisivi a livello europeo, col tempo bisognerà acquisire una maggiore autonomia attraverso  la produzione di fonti energetiche -conclude -Tutti devono fare la loro parte, col governo Meloni, la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile è aumentata di oltre il 40%: anche le Regioni devono fornire il loro contributo alla causa “. Parla di emergenza, Emanuele Orsini, presidente di Confindustria :” Tutto il comparto produttivo, soffre per questa situazione: ” gli imprenditori lo dicono, non solo quelli della ceramica: dovesse continuare così nel 2030 sono obbligati a produrre in altri Paesi” – chiarisce – Una recente visita in Argentina e Brasile, ha evidenziato differenze colossali: in quei paesi il costo del gas è di 6 euro a megawattora,   mentre la manodopera costa la metà – sottolinea – Serve una cooperazione rafforzata con più paesi disposti a trattare,  sono un europeista convinto, sono un ambientalista, ma abbiamo capito che l’Europa tutta unita così non ce la sta facendo, bisogna andare oltre”. Orsini, termina il suo intervento con una frase forte:” Se ci saranno infrazioni, le gestiremo. Meglio gestire infrazioni che gestire il deserto industriale del nostro Paese”

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