Non c’è tregua nel confronto tra il mondo politico regionale e l’ingarbugliata foresta del mondo cooperativo balzato alle cronache per diverse questioni, non ultima la recente sentenza del Tar, che ha penalizzato una cordata di cooperative e Area, nel Ferrarese. Stavolta, a saltare in vetta alle cronache è la vicenda della coop Brodolini e dell’appalto di Hera per i servizi ambientali.
«Hera si è dotata di un codice etico ricco di buoni propositi ma, quando si tratta di appalti sembrano prevale logiche assai diverse. – dichiara il capogruppo regionale della Ln, Alan Fabbri –: Nella gara per l’aggiudicarsi l’appalto per i servizi ambientali, Hera sembra aver creato le condizioni affinché la Brodolini, (già a capo del Raggruppamento temporaneo di aziende dei precedenti simili appalti) potesse escludere dai giochi le stesse aziende con le quali ha collaborato per anni, a vanaggio, guarda caso, del sistema cooperativo , il tutto a pochi giorni dalla scadenza del bando. Una doccia fredda per queste aziende, che per anni hanno operato nel settore, affrontando anche ingenti investimenti. Non solo gli imprenditori contavano di continuare la collaborazione con il colosso Brodolini ma non hanno avuto neanche il tempo materiale per organizzarsi, costituire un altro RTI e presentare un’offerta concorrenziale ad Hera. A rimetterci non sarà solo la libera e leale concorrenza (che farebbe risparmiare Hera e, di conseguenza, i suoi clienti), bensì anche le decine di lavoratori di queste aziende, oggi orfane del principale cliente. La normativa prevederebbe il travaso di queste maestranze ai nuovi aggiudicatari ma già in passato la Brodolini si è messa di traverso. Da non trascurare inoltre il fatto che le cooperative, a differenza delle imprese, hanno maggiore margine sugli inquadramenti contrattuali. Insomma la competitività delle coop passa anche attraverso lo sfruttamento dei lavoratori. C’è quindi il significativo rischio che i lavoratori si ritrovino a svolgere le stesse mansioni ma con inquadramenti e stipendi decisamenti peggiori.
Se un’azienda a partecipazione pubblica si dota di un codice etico, non solo dovrebbe applicarlo ma anche pretendere il rispetto di questi valori dai partner e dai fornitori. Ancora una volta il sistema Emilia-Romagnolo ha giocato sporco favorendo l’egemonia delle coop rosse.»
La Lega Nord, a questo proposito, vuole vederci chiaro e ha presentato un’interrogazione in Regione con la quale chiede alla Giunta di Bonaccini di prendere una posizione e di intervenire.













