“Le case popolari a Ferrara vanno agli immigrati, a Bondeno, invece, agli italiani e ai padri separati. Questa la differenza tra una amministrazione Pd e un Comune a guida Lega”.
Alan Fabbri, capogruppo Lega Nord in Regione Emilia Romagna e presidente del Consiglio comunale di Bondeno, interviene sui dati relativi agli alloggi popolari, dopo la pubblicazione delle graduatorie di assegnazione a Ferrara e Bondeno.
Nel capoluogo, su 600 domande di alloggio popolare, la maggior parte (51%) sono state presentate da cittadini stranieri, e tra la prime 120 famiglie per punteggio, solo 40 sono italiane. A Bondeno, invece, 12 alloggi su 17 vanno ad italiani e uno è stato assegnato una nuova categoria di poveri: i padri separati
“Per la prima volta in Emilia Romagna, il Comune di Bondeno, assegnerà un alloggio popolare ad un uomo in difficoltà economiche separato dalla moglie e che paga gli alimenti”, annuncia Fabbri “e questo grazie ad una sottograduatoria che parifica, in termini di assegnazione punti, la sentenza che obbliga l’ex marito a lasciare la casa coniugale, ad uno sfratto”.
Si tratta di “un importante risultato in termini di equità sociale e di attenzione alle categorie deboli”, specifica ancora il capogruppo Lega Nord “possibile da attuare soltanto con una revisione complessiva del welfare che rimetta al centro i contribuenti”.
Proprio per privilegiare chi ha contribuito alla crescita del territorio, a Bondeno, nell’assegnazione degli alloggi Acer, viene applicato anche il principio della ‘residenzialità storica’, che assegna un maggior punteggio ai residenti di vecchia data: “E’ grazie a questo principio, da me introdotto quando ero sindaco e applicato dal mio successore Fabio Bergamini, che l’80% degli alloggi popolari, verrà assegnato a famiglie italiane in difficoltà”, aggiunge Fabbri, “mentre a Ferrara l’amministrazione Pd continua ad obbedire al dogma secondo cui ad essere valorizzati devono essere gli immigrati”.
Ma la battaglia della Lega, sul tema residenzialità, si è giocata anche a livello regionale. “Tutti gli emiliano romagnoli dovrebbero veder tutelati i propri diritti e la Regione, che gestisce il regolamento d’accesso per gli alloggi Acer, potrebbe fare molto”, spiega Fabbri. “Invece il Pd non ha mai dato spazio alle nostre proposte, compiendo scelte che vanno a scapito dei cittadini che pagano le tasse”.
Due anni fa, “quando la giunta regionale si trovò costretta a cambiare il regolamento delle assegnazioni per rimediare alla presenza, negli alloggi Acer, di tante famiglie che non ne avevano diritto, la Lega propose, con un emendamento, di introdurre il limite dei 10 anni di residenzialità per l’accesso al bando”, spiega ancora Fabbri. “Il Pd tentennò a lungo, scendendo prima a 5 anni e, poi, riducendolo a 3 anni: una soglia troppo bassa che, evidentemente, non elimina le gravi disparità presenti nella distribuzione degli alloggi popolari”, conclude il capogruppo. “Se l’assessore ai Servizi sociali Elisabetta Gualmini mi avesse ascoltato a suo tempo, avrebbe garantito agli emiliano romagnoli un accesso più equo al welfare che, di diritto, spetta a chi ha contribuito pagando per anni le tasse sul territorio”.

Ufficio Stampa Lega Nord Emilia Romagna